Città creative, Roma e Parma candidate
Roma e Parma sono state candidate per entrare a far parte della rete Unesco delle città creative che conta 69 città di 32 Paesi. Sono state selezionate dalla commissione nazionale italiana per l’Unesco
Roma e Parma sono state candidate per entrare a far parte della rete Unesco delle città creative che conta 69 città di 32 Paesi. Sono state selezionate dalla commissione nazionale italiana per l’Unesco
All’Auditorium del Parco, il Gran Sasso Science Institute ha tenuto stamattina il secondo dei tre forum programmati per il 2015 sul tema L’Aquila del futuro, con i contributi di giovani ricercatori
Dell’88ma Adunata nazionale degli Alpini, resterà di certo il viavai di gente nella Basilica di San Bernardino aperta fino a tarda notte, brulicante di persone sedute a parlare e a ridere tra gli Alpini
La rete europee delle città creative promosse dall’Unesco nel 2004, ha messo insieme realtà urbane simili per vocazioni e specificità, per promuovere sviluppi sostenibili e ripresa. Un nuovo modo
Chi l’avrebbe mai detto sei anni fa che la cantina del Boss all’Aquila, da covo di sediziosi di sinistra e ubriaconi, poeti e perditempo, artigiani, artisti, anziani, studenti, pittori e cantastorie
I centri commerciali fanno in questi giorni il pienone, c’è la fila, i parcheggi non si trovano, tutti di corsa, ammassati a spendere nei week end, il centro storico si è perso di vista senza troppe
Sta per riaprire Polar, libreria, caffetteria, luogo d’incontro. In centro storico, a via Castello, dove c’era la lavanderia a gettoni. Quindi a breve, di sicuro prima di Natale, se faremo una passeggiata
In un momento storico così difficile dal punto di vista economico e vivendo in una realtà che non va oltre la sopravvivenza e l’assistenza, ti chiedi fino a quando sarà giusto puntare in alto a parlare
Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019. Questa vittoria viene da lontano, da un percorso di riqualificazione che nasce negli anni settanta, quando la città reagì al degrado e all’etichetta
Tra dieci anni non ci saranno più i negozi nei centri storici, è quanto prevede l’Osservatorio della Confesercenti veneta con la fine del commercio al dettaglio e la desertificazione urbana. Un fantasma