Musei in rete per il centro storico
Casa Museo Signorini Corsi è tra le fondatrici della rete Case Museo in Italia, in cui continua ad essere inserita nonostante l’inagibilità. La Casa Museo fu inaugurata nel 1998 e messa su tra mille
Casa Museo Signorini Corsi è tra le fondatrici della rete Case Museo in Italia, in cui continua ad essere inserita nonostante l’inagibilità. La Casa Museo fu inaugurata nel 1998 e messa su tra mille
Quando riaprì l’Hotel Sole all’Aquila nel 2005, fu un evento molto importante per la città. In quella piazzetta relegata al degrado riapriva un bell’albergo abbandonato per decenni, eppure di origini
Palazzo Ardinghelli, cadeva a pezzi già da molti anni prima del sisma. E’ il palazzo a piazza Santa Maria Paganica e sarà recuperato grazie ad una donazione russa, lo aveva comprato il Ministero
Senza più una città da vivere, non c’è passeggio. Una camminata per il corso, per i vicoli, le salite, le impettate, le tante strade di prima, non c’è più niente, al lavoro con la macchina, due
A cinque anni dal terremoto, non c’è lavoro. Solo una selva intricata di sostegni, indennizzi, aiuti alle imprese, zona franca e progetti da finanziare, ma neanche un po’ di ripresa, di occupazione,
Tutto quanto non è stato impostato oggi nella ricostruzione, la città lo pagherà tra qualche decennio. Le nuove tecnologie sono sottovalutate, il risparmio energetico, la mobilità alternativa, i mezzi
Sono sette, le aree culturali in cui le città creative di tutto il mondo entrano in contatto, scambiano esperienze, crescono, e cercano con la creatività il proprio sviluppo economico. E’ il network
L’Aquila come città della conoscenza è in tutti i piani strategici e di ricostruzione prodotti nel post sisma, giusto un elenco di idee ed enti importanti, senza quel minimo di rete che leghi
I ruderi e i resti in pietra della frazione di Roio e dei piccoli borghi che la componevano, è una mazzata di cruda realtà da cui non si esce indenni. La ricostruzione di questo paese a qualche chilometro
In centro storico hanno riaperto tre o forse quattro attività commerciali, tutte le altre non c’erano. Prima del terremoto erano farmacie, pelletterie, bigiotterie, salumerie, jeanserie sono poi diventate