Siamo nel secondo scenario, poi il rosso
Siamo dunque nel secondo scenario di chiusura ipotizzato dall’Istituto superiore di Sanità. Siamo in mezzo, oltre c’è l’ultimo, quello rosso, siamo ora al livello di mini lockdown e ad evitare
Siamo dunque nel secondo scenario di chiusura ipotizzato dall’Istituto superiore di Sanità. Siamo in mezzo, oltre c’è l’ultimo, quello rosso, siamo ora al livello di mini lockdown e ad evitare
Due imprenditori nel settore della distribuzione di apparati medicali per multinazionali, un agente di commercio e il primario della Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti, il professor Gabriele Di
Tiranti non ritenuti dai tecnici in condizioni tali da costituire un immediato pericolo, mentre per la Procura dell'Aquila, sul tratto dell’A24 di sua competenza, si sarebbe sfiorata una tragedia come
Quasi venti essenze naturali, tutte selvatiche, raccolte sulle cime delle montagne abruzzesi. Eravamo abituati a vedere le botaniche, con le loro infiorescenze dar vita ai mieli dell’Appennino aquilano,
L’informazione/comunicazione della Asl aquilana, continua a fare acqua da tutte le parti. La gente vuole capire, sapere come stanno le cose all’ospedale San Salvatore, con i contagi di medici, chirurghi
La Asl non comunica il contagio del capoluogo e l’informazione non è garantita alla cittadinanza che vuole sapere perché questa crescita esponenziale, perché siamo primi nella graduatoria dei contagi,
Il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato, 15.189 casi contro gli 8.198 precedenti, così l’ultimo monitoraggio ministeriale sull’andamento del contagio dal 4 all’11 ottobre, mentre continua
Il punto resta quello di partenza, usare la massima attenzione nel prevenire il contagio e tracciare i contatti, ma per Andrea Crisanti, epidemiologo veneto, i conti non tornano.
Sui 7.500
Il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, ha presieduto oggi la prima riunione organizzativa del Tavolo Permanente sulla ricostruzione degli edifici ecclesiastici, patrimonio artistico e storico, nonché
Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (104/107).
La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%).
Così, il periodico monitoraggio