17 Ott

Aumentano i casi non rintracciabili

Il numero di casi sintomatici è quasi raddoppiato, 15.189 casi contro gli 8.198 precedenti, così l’ultimo monitoraggio ministeriale sull’andamento del contagio dal 4 all’11 ottobre, mentre continua a scendere la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,8% dei nuovi casi contro il 31,8% della settimana precedente).

Diminuisce anche la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (31,1% contro 33,2%) aumenta, invece, la percentuale di casi rilevati con la comparsa di sintomi (31,6% contro 29,1% la scorsa settimana). Nell’8,5% dei casi non è stato riportato l’accertamento diagnostico. L’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,17 in Abruzzo è 1.18.

Il report registra un forte aumento nel numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione note. Le Regioni  hanno riportato 9.291 casi dove non si è trovato un link epidemiologico, il 33% di tutti i casi segnalati nella settimana, contro i 4.041 casi dei sette giorni precedenti.

L’aumento di casi non associati a catene di trasmissione rivela la profonda criticità nell’impegno dei servizi territoriali, Dipartimenti di Prevenzione, per far sì che i focolai siano subito identificati ed indagati. Bisognerebbe intercettare infatti i contatti dei 7/8mila, 10mila contagiati al giorno, venuti a contatto nei giorni precedenti con 15-20 persone in media, quindi oltre 100mila persone al giorno da rintracciare, monitorare e nel caso mettere in isolamento.

Il Governo la scorsa primavera aveva fissato minimo, un tracciatore ogni 10mila abitanti, rileva IlSole24ore, tre Regioni sono ancora sotto e sono l’Abruzzo con 111 tracciatori (0,9/10mila ab.), la Calabria che ne ha 141 (0,7) e il Friuli 99 (0,8). La Basilicata ne ha 7,6/10mila ab., Veneto (2,8), Trento (2,7), Lazio (1,8), Lombardia 1.310 (1,3), Emilia 553 (1,3) e Campania 623 (1,1). Nel giugno scorso, rileva ancora il quotidiano di Confindustria, i tracciatori erano 8.966, dopo oltre tre mesi sono aumentati di sole 275 unità. C’è dunque poco da scaricare l’app Immuni se il sistema non va, nonostante risorse e tempo a disposizione non siano mancati.

4.913, sono i focolai attivi, di cui 1.749 nuovi, entrambi in aumento, la maggior parte dei quali continua a verificarsi in ambito domiciliare (80,3%). Stabile la percentuale dei focolai rilevati nelle attività ricreative (4,2% contro il 4,1% della settimana precedente).

In aumento i focolai la cui trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, ma la trasmissione a scuola resta limitata, 3,8% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione, rileva ancora il monitoraggio ministeriale, anche se le attività extra scolastiche, aggiunge, possono costituire un innesco, laddove non siano rispettate le misure di prevenzione.

Sono aumentati i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni sopra il 10%.  Per la prima volta si segnalano elementi di criticità elevata sulla diffusione del virus nel nostro Paese. Si fa quindi appello alla popolazione di evitare quanto più possibile eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati, il flusso dei casi è tracciato dall’Istituto superiore di sanità, che negli ultimi 14 giorni ha rilevato un’incidenza di 75 contagi ogni 100mila abitanti, contro i 44,37 del periodo precedente.