27 Ott

A24 sicura, Procura chiede il giudizio

Tiranti non ritenuti dai tecnici in condizioni tali da costituire un immediato pericolo, mentre per la Procura dell’Aquila, sul tratto dell’A24 di sua competenza, si sarebbe sfiorata una tragedia come quella del ponte Morandi di Genova. Chiesto il rinvio a giudizio di quattro esponenti della Holding Toto e Strada dei Parchi detenuta dall’intero gruppo in relazione alle condizioni del tratto dell’A24 Roma-L’Aquila di competenza della Procura aquilana.

Il tratto compreso, in ambo le direzioni, da Tornimparte al traforo del Gran Sasso.

Secondo l’accusa, così come riporta Marcello Ianni su Il Messaggero, gli organi tecnici interni a Strada dei Parchi tendevano a minimizzare le effettive condizioni di degrado non ritenendo necessario alcun intervento preventivo, invece secondo le perizie tecniche, si ravvisava un intervento urgente di messa in sicurezza.

Rinvio a giudizio chiesto per  Carlo Toto, patron della Holding, al momento con incarico di semplice consigliere; Cesare Ramadori, per Strada dei Parchi Spa, con lui il direttore generale di esercizio Igino Lai ed infine Gianfranco Rapposelli, nella veste di amministratore delegato della Infraengineering, altra società in house del Gruppo, specializzata in studi di architettura e ingegneria.

L’accusa ipotizza inadempienze contrattuali, frode nelle pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti. 

A metà ottobre, intanto, Strada dei Parchi ha comunicato le prove di carico sul primo viadotto completamente antisismico a Tornimparte, il viadotto Sant’Onofrio sulla A24. Dopo quasi venti mesi di lavori, informa, siamo arrivati al momento delicatissimo delle prove di carico. Un vero e proprio stress test dell’opera, che serve per verificare come si comporta la struttura e come resiste a carichi dieci volte superiori a quelli che ogni giorno dovrà affrontare.

Mentre deve ancora iniziare la riqualificazione delle rampe su L’Aquila ovest.

Sull’altro fronte aperto per la messa in sicurezza dell’acquifero, sempre a metà ottobre, hanno preso il via le attività di pulitura delle calotte della galleria del Gran Sasso.

Per i lavori sarà impiegata una nuova tecnica basata sull’aspirazione del materiale da rimuovere senza uso di acqua. Aspirapolveri industriali sono entrati in funzione. Le gallerie sono state isolate. Enormi teloni sono stati stesi lungo il manto stradale. Così da sigillarlo, spiega ancora Strada dei Parchi. Un ruolo decisivo lo svolgono speciali sensori, che misurano la salubrità dell’aria durante le attività. Il vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti Giancarlo Cancelleri ha assistito all’avvio dei lavori che saranno seguiti da 15 squadre di operai specializzati su entrambe le gallerie ognuna lunga 10 chilometri.

Per pulire la volta dei due tunnel si preventivano 40 giorni. Si lavorerà di notte, per ridurre al minimo i disagi alla circolazione autostradale.