21 Dic 18

Lega, D’Eramo: “Mercato delle vacche”

La chiave di lettura delle prossime elezioni regionali, in particolar modo nel centro destra, sta nella composizione delle liste. Non è tanto questione di candidati presidenti, Marsilio sì Marsilio no, a scaldare i toni del dietro le quinte, quanto il rebus delle liste da presentare entro il 10 gennaio. Servono tantissimi voti, serve gente che porti l’acqua al mulino di chi sa di poter vincere e quindi s’è aperto il mercato delle vacche.
L’onorevole Luigi D’Eramo, che ha fatto della coerenza politica un segno distintivo, è nettissimo, metteremo il veto sulla composizione delle liste, spiega, nessun transfugo, nessun portatore di voti che abbia condiviso esperienze di governo con il Pd e con il governatore D’Alfonso ed è esteso anche a parenti fino al terzo grado o affini.
 

Si riferisce alla candidatura di Marianna Scoccia?
Mi riferisco a tutti e alle interviste imbarazzanti che leggiamo in questi giorni da mercato delle vacche. Sono infatti note le trattative con gli assessori fuorusciti dalla Giunta D’Alfonso come Donato Di Matteo, Pd, ed Andrea Gerosolimo, Abruzzo Civico, entrambi in cerca di altri lidi, come appunto anche la moglie di Gerosolimo, la Scoccia, ex consigliere ed assessore provinciale di An, che il marito vorrebbe candidare con l’Udc per Marsilio. Peraltro anche Liris, che ha rotto con Forza Italia, cercando un aggancio in Fratelli d’Italia, sta incontrando diversi ostacoli.
La coerenza è un dato imprescindibile anche per il nostro elettorato, spiega ancora, non vogliamo i portatori di voti, non sono compatibili con un nuovo modello di centro destra, per cui non vogliamo nessun contratto elettorale, per chi vuole stare con la Lega è così. 

Altrimenti rompete con gli alleati?
Le liste le vogliamo conoscere prima, noi le abbiamo presentate con quattro conferenze stampa diverse nei capoluoghi, chiediamo le liste con un certo anticipo, se all’interno ci saranno nominativi legati all’attuale legislatura, porremo il veto, non vogliamo i saltatori della quaglia. Tolti i giorni di festa non è rimasto molto tempo, sapremo i nomi al prossimo vertice regionale. Il problema, nel caso, sarà di chi lo andrà a creare, vorrei cominciare a parlare d’Abruzzo.

Avete già un programma?
In questi mesi non siamo rimasti con le braccia conserte. Abbiamo un programma che ufficializzeremo e proporremo al centro destra, siamo consapevoli di essere il primo partito in Italia e in Abruzzo, sappiamo di essere il traino nella competizione elettorale, spetta a noi la linea politica indipendentemente dal candidato presidente. Riforma sanitaria, sicurezza e politiche sociali sono temi fondamentali. 

Il problema non è la candidatura di Marco Marsilio allora…
Lo conosco da tanti anni, se Fratelli d’Italia lo sceglierà ne prenderemo atto, stiamo aspettando che la segreteria federale dia un’impostazione, si ragiona ancora sulla terna proposta anche se la preferenza di FdI sarebbe per Marsilio. Dobbiamo lavorare ad una maggioranza coerente e stabile per un’azione legislativa incisiva, il centro sinistra ha bisogno di una persona forte per una rimonta impossibile, per il centro destra il discorso è più responsabile e costruttivo, senza una maggioranza seria e coerente, con le singole capacità fai molto poco. 

Quindi la necessità di liste senza mercanteggiamenti…
Il candidato presidente è importante ma è un elemento in un discorso più ampio, il centro sinistra è devastato, deve impostare un soggetto salvatore che cerchi il miracolo, per noi, l’obiettivo è una maggioranza stabile e coesa, siamo la leadership della coalizione, spetterà agli altri scegliere se stare nel centro destra. 

E’ chiaro come la Lega punti ad ottenere il maggior numero di seggi all’Emiciclo per dettare la linea in caso di vittoria, quindi al Presidente, chiunque sarà l’eletto.
Potrebbe aspirare almeno alla metà dei seggi spettanti alla maggioranza, 18, e in effetti se nelle altre liste corressero elementi porta voti, ingaggiati per stemperare il temutissimo successo dei leghisti, nascerebbe una legislatura umorale, di transfughi presenti e futuri che D’Eramo non vuole proprio della partita.
A questo punto se i veti sulle liste non fossero accettati, la rottura si consumerebbe da sé.