10 Mar 17

Il 14, Giornata Nazionale del Paesaggio

L’Aquila è una città distrutta dal sisma di otto anni fa e rinasce con un paesaggio profondamente diverso, segnato dai 19 nuovi quartieri del Progetto case sorti su terreni agricoli espropriati, con migliaia di casette e strutture temporanee per la ripresa economica arrangiate e poste dove solo l’emergenza ha potuto dettare le regole. E al di là dell’abuso, ci sarebbe da capire che fine faranno le strutture poste in zone a rischio idrogeologico. Periferie poco riqualificate e cresciute nei volumi perché così ha consentito la norma, un centro storico con gli stessi edifici incongrui del 2009 e neanche la sensibilità di salvaguardare quel tessuto d’edilizia minore che caratterizza il cuore antico della città, in spregio della Carta di Venezia del 1964, firmata per salvare gli ambienti urbani della ricostruzione post bellica. Il 14 marzo si terrà la prima edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio del Mibact, con oltre 120 iniziative in Italia e la consegna del Premio Paesaggio Italiano nel Salone Spadolini del Collegio Romano. L’evento, informa il Ministero, è stato voluto per promuovere la cultura del paesaggio e sensibilizzare i cittadini riguardo i temi e i valori della salvaguardia dei territori. Le Soprintendenze apriranno le porte ai cittadini con iniziative di sensibilizzazione e di riflessione sul tema, mentre i Musei del Mibact proporranno incontri e approfondimenti su opere delle collezioni che raffigurano paesaggi. Le iniziative vanno da Paesaggi condivisi, della Soprintendenza dell’Aquila, a L’Arte racconta il Paesaggio, con la visita al Giardino Inglese e ai suoi monumenti nella Reggia di Caserta. Tema il paesaggio quindi, ma anche la tutela dei territori. E chi sa che all’Aquila questo primo appuntamento voluto da Franceschini non avrebbe dovuto assumere una connotazione più forte, di riflessione, di spunto, di critica, di proposte e di obiettivi per i prossimi anni. Va bene l’iniziativa social della Soprintendenza aquilana delle foto da condividere, va bene tutto, ma ignorare il fatto che il nostro paesaggio sia sensibilmente peggiorato dal post sisma vuol dire ignorare la realtà vera.