28 Dic

Casa delle tecnologie emergenti, 4mln

La ‘Casa delle tecnologie emergenti’ è stata promossa dal Comune dell’Aquila, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute, Zirc-Zte, Cueim, Cnr-Diitet, avrà un finanziamento di 4milioni di euro dal Mise che oltre il capoluogo d’Abruzzo ha selezionato le città di Torino, Roma, Bari e Prato.

Pierluigi Biondi

La Casa delle tecnologie avrà due sedi, una di rappresentanza in centro storico, e una operativa all’interno del Tecnopolo. Dovrà essere istituita entro sei mesi dalla firma della convenzione con il Mise e sarà un importante supporto per le imprese che grazie a progetti di ricerca e innovazione avranno la possibilità di incrementare la propria competitività sul mercato, facendo tesoro delle potenzialità che esprime il territorio sotto il profilo della conoscenza e del trasferimento tecnologico. L’approvazione del bando da parte del  Ministero dello sviluppo economico testimonia la capacità delle istituzioni di fare sistema, integrando capacità e competenze al servizio della comunità, dichiarano il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore alla Smart city, Carla Mannetti. 

‘Sicura’ è il nome della proposta progettuale, che avrà la durata di 4 anni, per creare di un centro di supporto all’innovazione e all’inserimento nel contesto produttivo delle conoscenze tecnologiche di alto livello sviluppate da Università e Centri di ricerca. In particolare nuovi modelli di business sulla sicurezza delle infrastrutture, dell’ambiente e delle città, mediante soluzioni basate su internet delle cose, intelligenza artificiale e con specifica attenzione al tema della cyber security, spiega una nota istituzionale del capoluogo.

Sarà il punto di ingresso per l’utilizzo delle tecnologie emergenti per le pmi, spesso portatrici di idee innovative ma carenti di metodi e strumenti per la loro finalizzazione economica, si parla quindi di trasferimento alle imprese delle conoscenze sviluppate nell’ambito della ricerca, sviluppo di nuovi prodotti/upgrade di prodotti/sviluppo di concept, supporto alla nascita di spin-off e start-up. I progetti saranno qualificati utilizzando i Technology readiness levels, riconosciuti in ambito internazionale come quadro di riferimento per la gestione dell’innovazione tecnologica.

In Italia sono sei, le città ospitanti una Casa delle tecnologie emergenti.

Eugenio Coccia

Lo stanziamento con cui è stata premiata la proposta progettuale segue linee di azione come cultura, turismo, formazione e innovazione ed è stata messa in campo dall’amministrazione comunale in collaborazione con importanti partner istituzionali, come Università dell’Aquila, Gran Sasso Science Institute, Zte, Consiglio Nazionale delle Ricerche e CUIEM – Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale.

In particolare GSSI, con Univaq, si occuperà della prima fase di analisi dei bisogni delle pmi territoriali. Successivamente ‘Sicura’ metterà a disposizione conoscenza e ricerche per concretizzare le idee progettuali dei singoli soggetti traducendole in sviluppo, lavoro, trasferimento tecnologico e ricadute economiche sul territorio.

Il ruolo del GSSI all’interno del progetto è da ricondurre a due specifiche azioni, spiega il rettore del GSSI Eugenio Coccia. Mapperemo le competenze che le pmi locali esprimono in termini di tecnologie e sicurezza in una prima fase, poi valuteremo l’impatto che ‘Sicura’ avrà sul territorio con la possibilità di replicare l’esperienza in altri contesti.

Il contributo GSSI arriverà principalmente dall’area di Scienze sociali.

Un’iniziativa che va nella direzione giusta, conclude Coccia. Il territorio aquilano è un unicuum perché dimostra come dopo un disastro naturale si pensi al futuro e all’agire insieme facendo sistema per una visione comune.