30 Nov 21

Progetto case e Map, future strategie?

Il patrimonio immobiliare realizzato nella prima fase di gestione dell’emergenza sisma del 2009, per far fronte all’esigenze abitative della popolazione aquilana, è costituito da 4mila 449 alloggi del  cosiddetto ‘Progetto CASE’, oltre a 1.275 alloggi dei Moduli Abitativi Provvisori, MAP, per un totale di 5mila724 abitazioni.

Gli alloggi del Progetto CASE sono aggregati in 185 edifici e distribuiti in 19 insediamenti dislocati all’interno del territorio comunale. Gli insediamenti MAP invece sono distribuiti in 23 diverse località del territorio comunale.

Gli stessi, come sopra distinti, contano una capienza massima di 15mila 195 inquilini relativamente al Progetto CASE e di 4mila 291 per quanto concerne i MAP, per una capienza totale di 19mila 486 abitanti.

Situazione a 12 anni di distanza

A distanza di 12 anni dalla loro realizzazione, tra criticità realizzative emerse nel tempo, evidenti carenze di gestione e un graduale rientro dei cittadini aquilani nelle proprie abitazioni nel frattempo riparate o ricostruite, questi insediamenti risultano destinati per poco più di un terzo all’assistenza della popolazione terremotata, per un altro terzo a politiche abitative di vario tipo (fragilità sociali, giovani coppie, separati ecc.) mentre il restante terzo è riconducibile ad alloggi inagibili o vuoti.

In quali condizioni versa il patrimonio?

Particolarmente significativo è il dato che emerge dal tasso di inagibilità degli alloggi, pari al 20,79% relativamente al Progetto CASE (1 alloggio inagibile su 5), sensibilmente più alto di quello relativo invece ai MAP, pari al 14,48% (1 alloggio inagibile su 7), nonostante la funzione duratura nel tempo dei primi e quella temporanea dei secondi. Entrando più in dettaglio, ben 3 insediamenti del Progetto CASE risultano totalmente inagibili (Arischia, Coppito 2 e Collebrincioni) e completamente disabitati, al pari degli insediamenti MAP di Cansatessa – San Vittorino e di Pescomaggiore. 5 sono invece gli insediamenti in cui il tasso di occupazione risulta ad oggi inferiore a quello di ‘non occupazione’, riconducibile ovvero ad alloggi vuoti o inagibili (Progetto CASE di Assergi, Roio 2, Sassa NSI e insediamenti MAP di Collebrincioni e Tempera – San Biagio).

Complessivamente risultano 925 alloggi inagibili riferiti al progetto CASE e ulteriori 185 relativi ai MAP per un totale di 1.110 alloggi inagibili.

Sostanzialmente equivalente il dato relativo al numero di alloggi vuoti, per entrambi gli insediamenti pari a poco più del 12%. In particolare, sono 157 gli alloggi attualmente liberi (ma agibili) distribuiti nei 23 insediamenti MAP e 541 quelli relativi ai Progetti CASE, per un totale di 698 alloggi liberi.

Quante persone ci abitano?

Particolarmente significativo è anche l’andamento nel corso del tempo del tasso di occupazione sia relativo agli alloggi utilizzati che alle persone ospitate. A 12 anni di distanza dalla loro realizzazione, solo il 68% degli alloggi è attualmente utilizzato, sono ospitate 8mila 601 persone (1605 nei MAP e 6mila 996 nei progetti CASE) a fronte di una capienza massima di 19mila 486 abitanti, pari cioè al 44%.

Le buone notizie per il futuro

Quest’anno sono arrivate diverse buone notizie dal Governo centrale come l’istituzione all’Aquila del Centro nazionale del servizio civile universale, della Scuola di Formazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Scuola Tecnica della Pubblica Amministrazione, annunciata a sorpresa da Draghi durante la sua visita all’Aquila in occasione dell’inaugurazione del Parco della Memoria per le vittime del sisma. Sono interventi che saranno finanziati dallo Stato a valere in buona parte dai fondi del PNRR. Nel dettaglio:

Centro nazionale del Servizio Civile Universale

Nella proposta di legge di bilancio formulata dal Governo, all’articolo 40-quater, viene proposta una modifica del decreto di istituzione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, d.lgs n.40 del 6 marzo 2017, con l’inserimento del seguente articolo:

Art. 10-bis (Centro nazionale del servizio civile universale)

  1. Per sostenere le finalità e gli obiettivi assegnati al servizio civile universale e assicurare anche la compiuta realizzazione del progetto di potenziamento del servizio medesimo previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è istituito il Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, con sede nel comune dell’Aquila.
  2. Il Centro di cui al comma 1, quale sede delle attività connesse ai programmi e ai progetti per lo svolgimento del servizio civile universale, ha lo scopo di garantirne l’armonizzazione e il consolidamento dei processi organizzativi e formativi, potenziare l’acquisizione di competenze dei giovani operatori volontari del servizio civile nonché favorire e accelerare il processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale, culturale e tecnologica della città di L’Aquila e dei territori abruzzesi colpiti dal sisma nel 2009.
  3. Le modalità di fruizione delle unità immobiliari destinate al Centro di cui al comma 1 sono stabilite per il tramite di specifica convenzione tra il Comune dell’Aquila, la struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
  4. Per far fronte agli oneri di gestione e di funzionamento del Centro di cui al comma 1, il Fondo nazionale per il servizio civile di cui all’articolo 19, della legge 8 luglio 1998, n. 230, è incrementato di 5 milioni di euro a decorrere dal 2022.
  5. Il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ambito delle competenze e delle attribuzioni di cui al decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, assicura, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili e legislazione vigente, l’esercizio delle funzioni, delle azioni e delle attività del Centro di cui al comma 1.
  6. Con uno o più decreti del Ministro per le politiche giovanili possono essere definite ulteriori e specifiche misure per l’attuazione delle disposizioni del presente articolo nonché le modalità inerenti all’organizzazione e alla funzionalità del Centro di cui al comma 1.

La proposta è accompagnata dalla seguente relazione illustrativa:

In coerenza e continuità con le finalità e gli obiettivi assegnati al servizio civile universale e al fine di sostenere compiutamente il progetto di potenziamento del servizio medesimo come previsto nel PNRR, la norma dispone l’istituzione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale, con sede nel comune dell’Aquila.

Il Centro è individuato quale sede di svolgimento delle attività formative degli operatori e dei giovani volontari del servizio civile, assicurate e coordinate dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale, nell’ambito delle competenze e delle attribuzioni di cui al decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40.

L’istituzione del Centro ha lo scopo di garantire omogeneità, consolidamento e qualità dei processi organizzativi e formativi del servizio civile. La scelta della sede si inserisce nel percorso volto alla promozione e al sostegno della ripresa e dello sviluppo dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009.

L’obiettivo generale è quello di dotarsi di uno strumento strategico, quale un Centro Nazionale, in modo di armonizzare i processi di formazione, facilitare e sostenere l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente dei giovani operatori in termini di soft skills, competenze personali, sociali e di cittadinanza attiva e, al contempo, rafforzare il territorio abruzzese nel suo percorso di crescita e sviluppo a seguito del sisma 2009, facendo leva sulla creazione di un polo di eccellenza quale elemento catalizzatore nel processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale, culturale e tecnologica della città di L’Aquila e delle aree limitrofe.

Le risorse stanziate sono volte a coprire i costi di gestione e di funzionamento del Centro, che sarà allestito con i fondi destinati ai processi di ricostruzione dei territori abruzzesi colpiti dal sisma (di cui all’art. 1, co. 2, lettera b), del decreto legge n. 59/2021) attraverso il coordinamento della struttura di missione della Presidenza del Consiglio appositamente dedicata con il Comune dell’Aquila e con il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale.

Le modalità di fruizione delle unità immobiliari destinate saranno oggetto di specifica convenzione tra il Comune dell’Aquila, la Struttura di missione dedicata al processo di ricostruzione e il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’importo stimato è stato determinato mutuandolo, in via preliminare, in analogia a stime di costi indicate per i Centri Nazionali con caratteristiche simili (ad esempio – Centro operativo nazionale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) e considerandone il carattere residenziale delle strutture messe a disposizione per il Centro Nazionale medesimo, che nel suo funzionamento a regime raggiungerà una dotazione pari a circa 2.500 alloggi, destinati a ragazze e ragazzi che si alterneranno nell’ambito di un reclutamento nazionale che prevede, per ciascun anno del prossimo triennio, circa 50mila 000 unità su tutto il territorio nazionale.

Per questa finalità, ai fondi previsti nella legge di bilancio dello Stato, si aggiungono ulteriori 60 milioni di euro per ‘Rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di edifici temporanei del Comune di L’Aquila (“Progetto Case”) e di altri edifici pubblici ai fini della realizzazione del Centro Nazionale per il Servizio Civile Universale’ (Tab.5), stanziati nell’ambito del Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinato ad un programma di interventi nei territori colpiti dai terremoti del 2016 in Italia Centrale e del 2009 in Abruzzo a valere di una dotazione di 1 miliardo e 780 milioni di euro. Tale pacchetto è suddiviso in due macromisure, una (Misura A) dotata di 1 miliardo e 80 milioni destinata essenzialmente a soggetti pubblici e finalizzata a migliorare la sicurezza, la sostenibilità e la connessione digitale dei territori, l’altra (Misura B), dotata di 700 milioni di euro, per gli incentivi alle imprese sui nuovi investimenti.

Si intendono, inoltre, recuperare una parte degli edifici temporanei del cratere 2009 (progetto CASE) per la realizzazione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale. 2. Rifunzionalizzazione, efficientamento energetico e mitigazione delle vulnerabilità sismiche di edifici temporanei del Comune di L’Aquila (“Progetto Case”) e di altri edifici pubblici ai fini della realizzazione del Centro Nazionale per il Servizio Civile Universale), per un costo totale di 60 MLN;(da Stralcio interventi della Misura A del Fondo complementare aree sisma centro Italia).

Scuola di formazione del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

Con Legge 30 dicembre 2020, n. 178 – ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023’, all’art.1, è stato istituito il Centro di formazione territoriale dell’Aquila del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, come di seguito indicato nei seguenti commi:

  1. Al fine di promuovere lo sviluppo dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009 mediante il rafforzamento delle capacità del sistema didattico, scientifico e produttivo, è istituito, nella città dell’Aquila, il Centro di formazione territoriale dell’Aquila del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
  2. Il Centro di formazione territoriale dell’Aquila concorre, insieme con le altre strutture formative, all’attuazione delle politiche di formazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, di cui al capo IV-bis del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, anche per consentire, in via innovativa, l’acquisizione di capacità tecnico-manuali propedeutiche all’attività operativa mediante appositi moduli didattici nell’ambito del corso di formazione iniziale del personale del medesimo Corpo.
  3. Con apposita convenzione, da stipulare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, tra il comune dell’Aquila e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono individuate e messe a disposizione del Centro di formazione territoriale le unità immobiliari di proprietà del comune dell’Aquila, tenendo conto anche del carattere residenziale della struttura formativa medesima.
  4. Ai fini dell’attuazione dei commi 901 e 902, è autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 e di 1 milione di euro a decorrere dall’anno 2024.

Il centro prevede, in prima istanza, la necessità di strutture idonee alla formazione di 250 aspiranti Vigili del Fuoco ogni sei mesi, con la possibilità di ampliare l’intervento, in un secondo momento, fino a raggiungere una capacità ricettiva e formativa idonea ad ospitare fino a 750 allievi a semestre.

In quest’ottica, il gruppo di lavoro incaricato con decreto del Capo del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco n. 11 del 5 febbraio, ha predisposto uno studio preliminare per la realizzazione della nuova Scuola di Formazione dei Vigili del Fuoco dell’Italia Centrale nel complesso del Progetto CASE di Sassa NSI.
Esso prevede: la demolizione delle opere dichiarate inagibili (8 edifici) con conservazione delle piastre; la costruzione di spazi comuni sulle piastre liberate dalle opere inagibili; l’utilizzo di parte delle restanti opere per l’alloggio degli allievi e del personale di supporto alla formazione; l’utilizzo di parte delle corti per la realizzazione di impianti di formazione motoria.

La pianificazione che mancava già dal 2016

Stefano Palumbo

Il 25 febbraio 2016, il Consiglio comunale dell’Aquila approvò un mio ordine del giorno con il quale si impegnava il Sindaco e l’amministrazione attiva ad elaborare, per l’intero compendio immobiliare dei Progetti CASE e MAP, un piano finalizzato al graduale abbattimento degli edifici risultati inagibili o ritenuti non più utili e alla contestuale valorizzazione dei restanti, nella misura e con le modalità derivanti da valutazioni di carattere urbanistico, sociale e demografico. Indirizzo rispetto al quale l’attuale amministrazione non ha dato alcun seguito, ritrovandosi nella difficoltà di dare attuazione alla realizzazione della Scuola di formazione del corpo nazionale dei vigili del fuoco a causa della resistenza di molti inquilini del Progetto CASE di Sassa al trasferimento, che rischia di riproporsi anche rispetto all’opportunità offerta dal Centro nazionale del servizio civile universale.

Particolarmente interessante, ai fini di una gestione puntuale e sostenibile, nonché di una strategia a medio lungo termine di razionalizzazione del patrimonio esistente, è il dato relativo alle grandi differenze in termini di prestazioni energetiche emerse tra le varie tipologie costruttive.

Considerazioni finali

L’analisi condotta induce a rivolgere alcune domande all’amministrazione:

  1. Quanti alloggi prevede saranno liberati nel corso dei prossimi anni grazie al rientro delle persone nelle proprie abitazioni ricostruite, e quanto tempo si stima ci vorrà per avere la disponibilità dei 2.500 alloggi necessari ad ospitare le ragazze e i ragazzi che si alterneranno nell’ambito del percorso di formazione del Servizio civile universale? (attualmente ne risultano liberi poco meno di 698);
  2. Rispetto alle nuove esigenze, e alla disponibilità di 60milioni stanziati attraverso il Fondo complementare al PNRR, quanti alloggi tra quelli inagibili valuta poter recuperare e quanti invece conferma dover demolire?
  3. Intende concentrare gli alloggi destinati agli allievi del Centro nazionale del servizio civile universale su alcuni insediamenti specifici oppure distribuirli su tutto il territorio comunale? E in entrambi i casi quali servizi integrativi occorre sviluppare?
  4. Cosa intende fare con i MAP?
  5. Esiste una strategia di riconversione urbanistica delle aree che andranno necessariamente dismesse?
  6. Esiste un piano finalizzato ad una gestione finanziariamente sostenibile per l’ente comunale?

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*di Stefano Palumbo
capogruppo Pd