24 Nov 22

La forzatura dell’eroismo a tutti i costi

Con la massima libertà, Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra. Lo rendono noto Angelo Bonelli co portavoce Europa Verde e deputato Avs, Nicola Fratoianni, segretario Sinistra Italiana e deputato Avs e Luana Zanella, presidente del gruppo parlamentare Avs. Rispettiamo questa scelta che, seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con Aboubakar. 

C’è da dire che Aboubakar Soumahoro non c’entra nulla con l’indagine giudiziaria per malversazione, aperta qualche anno fa dalla Procura di Latina sulle cooperative per l’accoglienza gestite dalla suocera, nel cui Cda siede ancora o sedeva, secondo le visure camerali, la stessa moglie di Soumahoro, ha commentato questa mattina il giornalista e vice direttore di ‘Domani’, Emiliano Fittipaldi a Radio Anch’io, con Giorgio Zanchini, esprimendo una posizione assolutamente condivisibile sui terribili errori politici della sinistra su cui più di qualcuno dovrebbe riflettere.

Giorgio Zanchini

Sembra che queste cooperative non funzionino benissimo, nel senso che ci sono lavoratori che per tre anni non sono stati pagati, e in 26 e si sono rivolti al sindacato della Uil, secondo la proprietaria e fondatrice, suocera del parlamentare, invece, non sarebbero stati pagati perché a sua volta lo Stato avrebbe ritardato i pagamenti. Contemporaneamente, ha ricostruito Fittipaldi, ci sono accuse che fanno alcuni testimoni che hanno vissuto in quelle cooperative, che parlano di ragazzi lasciati al freddo, senza cibo e senza paghetta settimanale, ma la questione per me, al di là dell’indagine giudiziaria è prettamente politica: poteva colui che ha costituito un’icona positiva per la sinistra, proprio sulla tutela dei più deboli, dei migranti, e sulla qualità necessaria dei centri di accoglienza, poteva non sapere cosa accadeva all’interno delle cooperative della sua famiglia? E poi è possibile che un politico, cioè una persona che tutti noi paghiamo, nella sua presenza come deputato in Parlamento, faccia una battaglia senza avere conflitti d’interesse in un settore su cui insiste il business della sua famiglia?

Il tema fondamentale è questo, che secondo me esula dalle questioni specifiche giudiziarie, ma è prettamente politico.
Ciò può provocare in un campo simbolico della sinistra dei danni terribili, ha rilevato Zanchini.

Sì, sempre Fittipaldi, sono abbastanza d’accordo con chi ha detto che fa più danni una vicenda come quella di Soumahoro, che cento Salvini, nel senso che un personaggio positivo costruito forse in maniera un po’ forzata, anche dagli show televisivi e dai giornali che probabilmente non hanno ben indagato cosa ci fosse dietro, anche all’interno della cerchia familiare, con la caduta di un’icona di questo tipo, crea danni molto rilevanti dal punto di vista politico e la dimostrazione di questi danni è l’imbarazzo gigantesco che tocca in questo momento i leader dei Verdi e di Sinistra Italiana, cioè Bonelli e Fratoinanni, che hanno voluto a tutti i costi la candidatura di Aboubakar Soumahoro, un imbarazzo fatto di pochissime parole di difesa, praticamente inesistente, proprio perché la questione non è più giudiziaria ma è fondamentalmente politica. La cosa grave che insegna questa vicenda, dal punto di vista politico, è che troppo spesso la sinistra, per mancanza di contenuti, ha cercato di attaccarsi a simboli, a personaggi e a persone, lo abbiamo visto con Mimmo Lucano, con scrittori importanti e adesso con Soumahoro, il problema è che se si carica di un simbolo una persona, quando crolla quel simbolo, e può crollare per motivi che nessuno conosce, rischi di fare un danno a tutto il sistema politico, in questo caso anche al sistema dell’accoglienza.

Parole da incidere a fuoco nella mente di chiunque voglia farsi un’idea sulla vicenda, libera e indipendente da qualsiasi sovrastruttura. Di certo Fittipaldi e Zanchini sono giornalisti di grande spessore culturale e intellettuale, mi soffermerei proprio a riflettere se non sia un limite, come ha concluso Zanchini, l’idea di far rappresentare questioni complessissime da figure che vengono caricate da un alone di eroismo. Uno spunto chiave da cui rifondare una sinistra vera, che ha urgente bisogno di contenuti.