27 Mar

Telemedicina, il governo c’è e Zte?

La call del Governo per lo sviluppo di applicazioni per il monitoraggio attivo e la telemedicina si è chiusa con più di 800 proposte arrivate al Ministero per l’Innovazione. Altre 1.500 sono giunte per Innova Italia e riguardano diversi ambiti di applicazione.

Destinata ad aziende e startup, il tracing e la telemedicina saranno due dei pilastri dell’azione di contrasto a Covid-19 nei prossimi mesi. Ci vorrà tempo, intanto per selezionare i progetti. Poi ci sono da chiarire i temi della privacy e della sicurezza dei dati.

I dubbi maggiori, per quanto riguarda la privacy, oltre che sulle modalità di raccolta e custodia dei dati, riguardano, come spiegato ieri in radio dal ministro Paola Pisano, gli alert. Cioè quelle parti di applicazioni che dovrebbero segnalare all’utente i percorsi più sicuri, come avvenuto in Corea, dove però non sono mancati problemi di sicurezza dovuti all’app stessa.

L’altro tema fondamentale, soprattutto per quanto riguarda le applicazioni di telemedicina, è la conservazione dei dati che non possono finire in mani sbagliate. Il garante Antonello Soro si è detto pronto alla discussione ma è importante fissare regole e paletti chiari.  La strada l’ha indicata Walter Ricciardi, ci sarà una prima fase di raccolta dei dati anagrafici e di tanti altri aspetti di vita del cittadino, poi una fase di test con i geolocalizzatori e le transazioni economiche, quindi il lancio dell’app che dovrebbe essere capace di controllare tutti i contatti nei 14 giorni precedenti.

Come vedete il Governo sta passando una linea Maginot della cultura istituzionale occidentale, e le precauzioni vanno prese tutte.

Prima di tutto ciò, però, ci sarà il decreto del Governo per la nomina della task force sull’innovazione, che dovrà selezionare i progetti e seguirne quindi l’implementazione. In Cina il tracing digitale, l’identificazione di massa erano già realtà, e con la crisi sanitaria hanno avuto un nuovo impulso soprattutto grazie alle applicazioni 5G.  Quelle in campo medico sanitario, i robot comandati in remoto per gestire interi reparti degli ospedali, come quelli dedicati alle malattie infettive. E poi robot che consegnano farmaci e altri che controllano la temperatura. Ma il 5G è stato usato in Cina anche per potenziare la teleconsultazione con i medici e si lavora ad applicazioni per la didattica.

E’ un mondo nuovo e L’Aquila c’era già dentro.

Ne parlammo a giugno quando L’Aquila finì in una mappa di Limes in un articolo che raccontava di come Usa e Cina si contendevano interessi nella nostra penisola. Oggi diversi ipotizzano che la solidarietà cinese sia fin troppo interessata ma tant’è, del resto si potrebbe dire la stessa cosa per chiunque no?

All’Aquila il centro d’innovazione del colosso cinese Zte è operativo da tempo e sta dando una mano anche in emergenza con la donazione di mascherine al Comune dell’Aquila,non sappiamo se ha risposto alla call del Governo, certamente la sperimentazione avviata sul 5G potrebbe fare dell’Aquila una delle città capofila di nuove tecnologie e stili di vita che si candidano a prendere il posto di quelli cancellati da Covid-19.

 

*di Alessio Ludovici 

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