28 Set 21

Le risorse servono, da sole non bastano

La mia presenza oggi serve a ribadire, prima di tutto, il dovere del ricordo. La scossa di terremoto che ha colpito L’Aquila nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 appartiene alla memoria collettiva dell’Italia e del mondo.

Ricordiamo le 309 persone – 309 angeli per usare le parole del dottor Cinque – che hanno perso la vita e i loro cari, a cui va ancora oggi il mio più sentito cordoglio.

Tra le vittime, tanti bambini e tanti giovani, come gli otto ragazzi e ragazze della Casa dello studente che in questa città erano venuti per prepararsi il futuro.

Penso anche a tutti coloro che hanno perso la casa, la sede della propria attività, o anche i luoghi della loro spensieratezza. Un terremoto – come è accaduto per tutti gli altri che hanno colpito il nostro Paese – è una ferita profonda inferta a questa comunità.

Noi non possiamo dimenticare.
Noi non dobbiamo dimenticare.

Ma, oltre alla responsabilità della memoria, il Governo deve assumersi l’impegno dell’azione. Mi riferisco alla ricostruzione post-sisma, che procede ovunque, ma con velocità diverse.

Nella città dell’Aquila il rifacimento degli edifici privati ha ormai superato l’80 per cento, grazie anche all’introduzione di tecniche e procedure innovative di cui possiamo essere orgogliosi.

Negli altri Comuni del cratere, il processo è invece più lento. I ritardi colpiscono soprattutto la ricostruzione pubblica, che ancora non ha un piano completo. Parlo di scuole, ospedali, strade, uffici e chiese. Gli edifici che rendono un luogo una comunità. Dobbiamo accelerare, è un obbligo morale che abbiamo verso voi tutti cittadini. E dobbiamo farlo per aiutare la ripresa economica di queste zone.

Il terremoto del 2009 ha causato perdite stimate in oltre 200mln di euro all’anno. L’11% circa del valore aggiunto complessivo dell’area, a cui si sono aggiunti i danni della pandemia. Il tessuto sociale e produttivo dell’Abruzzo è rimasto vivo nonostante le tragedie e le difficoltà. Dobbiamo continuare a sostenerlo.

Il Governo ha deciso di destinare un’apposita linea di investimento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ai territori del Centro Italia colpiti dai terremoti del 2009, 2016 e 2017. Questo stanziamento ha un valore di 1,78 miliardi di euro e finanzia la ricostruzione sicura e sostenibile, il recupero ambientale, iniziative a sostegno di cittadini e imprese. In settimana diamo il via a questo programma, con l’approvazione del provvedimento che ripartisce le risorse tra le finalità di investimento.

Destiniamo oltre un miliardo di euro per restituire vitalità alle comunità locali e in particolare per rendere le città e i borghi sicuri, sostenibili e connessi. Altri 700 milioni di euro vanno allo sviluppo e al rilancio economico e sociale. Sosteniamo le imprese innovative, valorizziamo le risorse ambientali e le vocazioni produttive locali, come l’agroalimentare e le imprese culturali, turistiche e creative. Realizziamo centri di ricerca e istruzione, come il centro di formazione tecnica per la pubblica amministrazione che sarà realizzato nel Comune dell’Aquila. Questi investimenti vogliono essere un impegno concreto per la ripartenza.

Le risorse servono, ma da sole non bastano. C’è bisogno di capacità progettuale e amministrativa, come dimostrano – a partire dall’Aquila – i casi di maggior successo nella ricostruzione post-sisma.

Abbiamo costruito per gli investimenti del PNRR e del Fondo complementare un modello di governo che punti sulla semplificazione delle procedure e sullo stretto coordinamento tra amministrazioni centrali e territoriali. Vogliamo valorizzare l’esperienza maturata sul campo dai sindaci, dagli amministratori regionali e locali, e dalle strutture tecniche e commissariali del governo. Avete svolto un lavoro di collaborazione paziente per il rilancio di questi luoghi, di cui il Governo e l’Italia tutta vi sono grati. E’ molto importante questo punto. Certe cose si realizzano solo se c’è collaborazione, quasi osmosi, tra il ruolo del Governo e quello degli Enti locali e delle Regioni. E voi ci siete riusciti.

La città dell’Aquila ha scelto di affidare la memoria del terremoto non a un tradizionale monumento, ma a un parco. Uno spazio aperto che è simbolo del vuoto lasciato da chi è morto in quella terribile notte. Ma questo spazio è anche simbolo di pienezza. Sarà riempito da tutte le famiglie e i bambini che giocheranno tra queste aiuole e tra queste fontane. È il vuoto del dolore che viene riempito dall’affetto e dalla memoria. È simbolo della vita che deve rinascere traendo forza dalla memoria di una tragedia. Oggi ci sono finalmente le condizioni per farlo. Grazie.

 

*Mario Draghi, Parco della Memoria