10 Dic 21

Ortona, Piano regolatore da rifare

Il Coordinamento Tu Viva, Tutela Vie verdi d’Abruzzo, con un accesso agli atti ha potuto leggere il verbale della conferenza dei servizi e i pareri raccolti dal Comune che subordinano l’approvazione del nuovo Piano regolatore al rispetto delle prescrizioni e delle indicazioni sollevate dagli enti. Praticamente il nuovo Piano dovrà ripartire da zero, così in una nota gli attivisti del Coordinamento.

In termini generali, si evidenzia con disappunto che, nel passaggio dalla proposta di piano in adozione a quella oggetto dell’attuale valutazione, le previsione di espansione antropica di aree quali C2, espansione dell’impianto urbano e C3 nuovo impianto urbano, sia stato esclusivamente previsto un artificioso ed ingiustificato ampliamento delle aree, senza alcun riferimento coerente alla geomorfologia del territorio, rileva la nota della Soprintendenza, considerato che il Piano prevede una significativa espansione antropica nel territorio, soprattutto nelle aree costiere, anche in prossimità di riserve regionali e di aree tutelate ai sensi del D.lgs. 42/2004, proponendo nuovi impianti urbani ed estendendo il perimetro della quasi totalità delle contrade, non in coerenza con gli attuali criteri di pianificazione, che mirano a limitare il consumo di suolo a favore di una rigenerazione urbana delle aree degradate ed abbandonate o dismesse, oltre al recupero delle aree interne ai centri storici.

Ancora più dura la posizione della Provincia di Chieti che nel suo parere ha richiamato come parte integrante – e quindi da rispettare – quello già rilasciato nel 2011 al momento della formazione del nuovo Piano in quanto la proposta in discussione oggi non si è conformata a quanto richiesto già dieci anni fa, ricorda Tu Viva. La Provincia bocciava senza appello l’impostazione stessa del Piano, appare carente nella fase analitica di ricostruzione del quadro delle conoscenze, annotava l’ente, non rappresentando né documentando, approfonditamente, le dinamiche insediative, le previsioni dimensionali residenziali, turistiche e produttive e non dotandosi di quel bagaglio analitico (studio di dettaglio sulle tipologie edilizie, sulle percentuali di dispersione territoriale, sulla parcellizzazione fondiaria, sulla compromissione delle previsioni attuative del previgente PRG e sulla capacità insediativa residuale inespressa). E sull’ambito costiero le nuove proposte insediative sembrano prefigurare ulteriori pressioni volumetriche (turistiche e non), non verificate con il sistema della mobilità e dei servizi in un ambito già di per sé con evidenti criticità soprattutto nel periodo di maggiore fruizione (accessibilità, sosta, sicurezza, inquinamento ecc.).

Infine la Asl, riportano sempre gli attivisti nella nota, ha rilevato importanti lacune, dalle aree di rispetto dell’impianto Eni a rischio di incidente rilevante, ai corridoi con relative fasce di rispetto degli elettrodotti e altre questioni attinenti la tutela della salute pubblica.

Una contraddizione, per il Coordinamento Tu Viva, aver concluso positivamente la conferenza dei servizi, davanti a macroscopiche bocciature e censure, con l’escamotage dell’obbligo di rispettare le prescrizioni arrivate dagli enti, ha così scritto al Comune evidenziando il fatto che il Prg dovrà comunque ripartire da zero. Altrimenti, il nuovo piano, che prevede decine di ettari di cementificazione, anche in aree pregevoli come l’ingresso delle riserve dell’Acquabella e di Ripari di Giobbe, verrebbe quasi certamente fermato dai giudici in caso di ricorso. Ortona ha già consumato il 13% del proprio suolo, contro una media nazionale del 7% e una regionale del 5%. L’unica opzione possibile è quella del consumo di suolo zero, del recupero del centro storico e degli edifici abbandonati e della rinaturalizzazione dove possibile, commenta infine il Coordinamento Tu Viva.


Ortona, 900 ettari di consumo di suolo

Una vera e propria colata di cemento sulla costa sta per abbattersi a Ortona se saranno confermate le previsioni  del Piano regolatore in via di approvazione: 900 ettari complessivi di consumo di suolo; centinaia di migliaia di mc di edificazione con aree di nuova espansione in zone di enorme pregio paesaggistico, come quelle a ridosso delle Riserve dell’Acquabella e dei Ripari di Giobbe; nuovi alberghi alla foce dell’Arielli; discoteche e chi ne ha più ne metta nella zona a nord della stazione di Tollo lungo la strada Postilli-Riccio. Sono scelte che fanno a pugni con gli slogan del consumo di suolo zero e con la tutela del paesaggio e del territorio, è il giudizio sul nuovo Piano regolatore di Ortona del Coordinamento Tu Vi Va, Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo, che riunisce oltre 70 realtà tra associazioni locali e nazionali per la tutela ambientale e del patrimonio culturale e imprenditori turistici.

Solo a ridosso dei Ripari di Giobbe, dove oggi ci sono distese di olivi centenari, verrebbero costruiti oltre 200mila mc di edifici residenziali, scrive in una nota. Il Coordinamento depositerà le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica al Piano regolatore, con termine domenica 14 giugno.

I dati del nuovo Piano regolatore sono tutti sballati. A fronte di 23mila 400 abitanti attuali, il Piano è dimensionato per oltre 34mila. Gli stessi proponenti sostengono, peraltro citando dati risalenti al 2001, con evidente sottostima visto l’andamento del mercato immobiliare più recente, che il 20% delle abitazioni non è occupato.

In realtà, oltre agli abitanti residenti, bisognerebbe considerare i picchi di presenze connessi a questo tipo di aggressione al territorio, che privilegia la concentrazione dei turisti in pochi e ristretti periodi rispetto alla destagionalizzazione. Come assicurare i già precari servizi come, ad esempio, quello della depurazione che già oggi è in tilt?

Le aree alberghiere e per il turismo con strutture fisse sono previste a ridosso del mare. A parte l’impatto paesaggistico e di afflusso di persone in aree estremamente vulnerabili e di enorme valore naturalistico, in cui non si può replicare certo il turismo di Pescara e Francavilla, anche per diversificare l’offerta, non si tiene in alcun conto del problema dell’innalzamento del livello dei mari per i cambiamenti climatici, atteso di mezzo metro in pochi decenni. Queste nuove strutture diventerebbero immediatamente a forte rischio, con la necessità di costosissimi interventi di mitigazione. Di tutto ciò nella Valutazione Ambientale non c’è traccia, insistono gli attivisti. Un vero e proprio assalto finale al territorio costiero.

Il Coordinamento chiede al Comune di rivedere radicalmente queste scelte. Inoltre, conclude la nota, facciamo appello all’intervento degli enti sovraordinati, dalla Soprintendenza alla Regione fino al Ministero dell’Ambiente, per evitare questo scempio e indirizzare queste aree verso un turismo diffuso, rivitalizzando il bellissimo centro storico e quelle contrade storiche oggi contornate da meravigliose aree agricole con distese di olivo che tutto il mondo ci invidia. 11 giugno 2021