31 Lug

Capitale cultura, consegnato il dossier

Il Comune dell’Aquila ha inoltrato il dossier di candidatura della città a Capitale italiana della cultura per il 2022. Lo rende noto il sindaco Pierluigi Biondi.
Il capoluogo d’Abruzzo si era già candidato per il 2021, ma le procedure sono state sospese a livello centrale per via dell’emergenza coronavirus; situazione che ha portato, con il Decreto rilancio, ad assegnare a Parma lo status di Capitale italiana della cultura, già avuto per quest’anno, anche per l’anno prossimo, poiché la città emiliana non ha potuto di fatto esercitare questo ruolo.

La proroga di questo conferimento era stata sostenuta anche dal sindaco Biondi. La giuria istituita dal ministero per i Beni, le Attività culturali selezionerà dieci finaliste entro il prossimo 12 ottobre e il 12 novembre raccomanderà al ministro la città che avrà ritenuto più idonea ad essere insignita del titolo in questione.

Pierluigi Biondi

Abbiamo messo a punto il dossier, già elaborato nella fase finale dello scorso inverno, in modo tale da renderlo ancora più solido, spiega il sindaco Biondi, ringrazio il gruppo di lavoro che sta lavorando su questa candidatura, coordinato dal professor Pier Luigi Sacco. Il dossier è stato costruito sulla base essenziale della partecipazione con le strutture che operano nel mondo della cultura e con l’intero tessuto sociale del territorio, senza trascurare le attività economiche e produttive. Ed è questo, a mio avviso, il pregio del documento trasmesso al Mibact: è stato posto l’accento su un coinvolgimento capace di valorizzare eccellenze e peculiarità dell’Aquilano. La proposta inoltrata ha evidenziato come la nostra terra sia stata e sia protagonista di un percorso che dimostra come la cultura sia elemento di rinascita e riscatto di un pezzo di Italia che, dopo il sisma, ha intrapreso la strada della ricostruzione. Non è un caso che nel dossier non si faccia riferimento esclusivo all’Aquila, ma all’intero territorio del cratere sismico; in questo senso la cultura viene interpretata come il materiale connettivo capace di cicatrizzare, raccontare, evidenziare, restituire senso e dignità alla tragedia che le popolazioni hanno vissuto sia nella nostra città che nell’intero territorio del cratere”. Il sindaco dell’Aquila ha specificato che il progetto di candidatura “tiene conto in particolar modo della coesione e della inclusione sociale, con specifico e marcato riferimento alle nuove generazioni. Abbiamo messo in evidenza come l’aspirazione a diventare Capitale italiana della cultura poggi non solo sull’evidente dimostrazione di possedere un vasto patrimonio culturale di varia natura, aggiunge, ma anche sul fatto che siamo in grado di valorizzare la cultura come una strada di sviluppo anche economico e sociale. I pilastri del dossier, infatti, sono stati allestiti seguendo le linee guida che il professor Sacco aveva già indicato all’inizio di quest’anno e che sono riconducibili al valore del rapporto tra cultura e salute, benessere, innovazione tecnologica e ambiente.

Quattro sono gli obiettivi principali, conclude il sindaco Biondi, ripopolare la città e il territorio, riannodando il tessuto sociale; promuovere un nuovo modello di sviluppo e benessere a base culturale; diventare il centro di competenze di riferimento a livello europeo sulla resilienza post-catastrofe a base culturale e formulare una strategia di sviluppo applicabile alle altre realtà simili delle aree interne italiane. Attendiamo con fiducia i responsi che arriveranno in autunno, consapevoli di aver predisposto una proposta fondata e credibile, che, in linea generale, fa emergere che L’Aquila e il territorio hanno tutte le condizioni per diventare la Capitale italiana della cultura per l’anno 2022. La candidatura a Capitale italiana era stata annunciata dal sindaco in occasione dell’evento di presentazione della Carta dell’Aquila avvenuta lo scorso 23 novembre.


Capitale cultura, dossier entro il 13 marzo

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha prorogato dal 2 al 13 marzo il termine per la presentazione dei dossier di candidatura da parte dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Unioni di Comuni che hanno presentato manifestazioni di interesse al bando Capitale italiana della cultura 2021.

Dario Franceschini

Il titolo di Capitale Italiana della Cultura, istituito dal ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014, è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Le città che hanno manifestato il proprio interesse devono quindi ora presentare entro il 13 marzo i propri dossier di candidatura, riporta AgCult, che saranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile, data che al momento resta confermata, alla selezione di un massimo di dieci progetti finalisti da invitare in audizione.

La città Capitale Italiana della Cultura 2021 sarà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri.

Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale Italiana della Cultura per il 2020, con eventi inaugurati alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 2 marzo 2020.

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