23 Set

Calano i casi, scorte vaccini +10milioni

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva, nella settimana 15-21 settembre 2021, una diminuzione di nuovi casi (28mila 676 vs 33mila 712) rispetto alla precedente, e una sostanziale stabilità dei decessi (394 vs 389). In calo anche i casi attualmente positivi (109mila 513 vs 122mila 340), le persone in isolamento domiciliare (105mila 060 vs 117mila 621), i ricoveri con sintomi (3mila 937 vs 4mila 165) e le terapie intensive (516 vs 554).

Per quel che riguarda il dettaglio nella nostra Regione, sempre nella settimana 15-21 settembre, si registrano 151 casi positivi/100mila abitanti, -24.9% rispetto alla settimana precedente, con il 6% dei posti letto occupati in area medica e il 3% dei posti occupati in terapia intensiva. L’ultima normativa ha fissato la soglia critica di saturazione al 15% per l’area medica generica e al 10% per le terapie intensive.

Solo alcune Regioni, secondo l’elaborazione su dati Agenas, hanno superato le soglie ospedaliere generiche di allerta. In Abruzzo la Provincia dell’Aquila ha avuto 54 nuovi casi così come pure la provincia dei Teramo, mentre Chieti e Pescara contano rispettivamente 20 e 19 contagi.

Sul fronte ospedaliero, rileva Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione, si conferma il calo dei posti letto occupati da pazienti Covid-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 5,5% in area medica e del 6,9% in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), seppur con notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Calabria (18%) e Sicilia (17%); per l’area critica nessuna Regione supera la soglia del 10%.

Continuano a diminuire anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva, aggiunge Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione, con una media mobile a 7 giorni di 32 ingressi/die rispetto ai 36 della settimana precedente.

Sul fronte vaccini, al 22 settembre risultano consegnate 94mln 910mila 415 dosi: nonostante nell’ultima settimana siano state ricevute solo 1,4 milioni di dosi, le scorte di vaccini a mRNA restano stabilmente sopra quota 10 milioni, si legge nel rapporto settimanale.

Al 22 settembre il 75% della popolazione (44mln 450mila 943) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+526mila 912 rispetto alla settimana precedente) e il 69,8% ( 41mln 345mila 448) ha completato il ciclo vaccinale (+1mln 049mila 468).

Continua a scendere il numero di somministrazioni settimanali (1mln 480mila 800 dal 13 al 19 settembre, con una media mobile a 7 giorni di 212mila 789 somministrazioni/die. Nonostante la considerevole disponibilità di dosi, commenta Cartabellotta, il numero di nuovi vaccinati settimanali, dopo la timida risalita di fine agosto (831mila), nell’ultima settimana è crollato intorno a quota 487mila. Stante l’attuale e ingiustificata indisponibilità pubblica di dati sulle prenotazioni non è possibile sapere in che misura questi numeri saliranno nelle prossime settimane per effetto dell’estensione dell’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro. Nel frattempo, le Regioni hanno dato il via alla terza dose nelle persone con immunocompromissione clinicamente rilevante: dal 14 settembre sono state somministrate 12mila 612 dosi.

In Abruzzo la popolazione vaccinata è al 71.3% con un ulteriore 4.1% solo alla prima dose.

L’89,5% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un irrisorio incremento settimanale nazionale (+0,6%), una percentuale  più o meno simile in Abruzzo. Il 94.1% degli over 80 è vaccinato come pure il 90.2% degli over 70; l’86.4 degli over 60; l’80.4% degli over 50.

A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, le fasce 20-29 e 30-39 anni continuano a salire, seppure ad un ritmo meno sostenuto, mentre la fascia 12-19 mostra segni di frenata.

L’efficacia del vaccino da aprile ad oggi si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (95,7%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (93,1%) e in terapia intensiva (95,4%). Tra i più giovani, spiega Cartabellotta, si sta verosimilmente esaurendo “l’effetto estate”, dove l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nei vaccinati, avevano ridotto l’efficacia vaccinale. Nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta ad ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi si riducono infatti del 78,5-82,6%, i ricoveri ordinari dell’87,2-95,8%, quelli in terapia intensiva del 92,2-98,1% e i decessi del 80,3-95,6%.