17 Lug

Zona gialla e contagi, criteri da rivedere

Crescono i contagi ma non le ospedalizzazioni e quindi, con l’indice Rt a 0,91 e l’incidenza ormai a 19, bisognerebbe sventare il rischio che alcune Regioni possano tornare in zona gialla a breve. Con i parametri attuali infatti, entro agosto sembrano destinate al giallo la Sardegna, la Sicilia, il Veneto, il Lazio e la Campania, ma le regole stanno per cambiare ancora una volta e ad annunciarlo è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, in concomitanza con la cabina di regia settimanale sui dati del contagio.
Un cambio di passo praticamente fatto e richiesto da tempo dai presidenti delle Regioni.

In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori, ha dichiarato il ministro. Dunque il dato di cui si dovrebbe tener conto per stabilire se un territorio passerà in zona gialla, sarebbe principalmente quello dei posti letto occupati negli ospedali e sarebbe in arrivo entro il mese un nuovo decreto in tal senso. C’è un tavolo tecnico di confronto sui parametri per i colori delle Regioni e sono previsti altri incontri la prossima settimana, ha specificato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, Iss, e portavoce del Comitato tecnico scientifico, Cts, fortunatamente in questa fase, l’impatto della malattia sulla ospedalizzazione rimane minimo.

Ma a vedere per esempio Gela in provincia di Caltanissetta è in zona rossa fino al 23 luglio per un’impennata dei contagi, 190 in una settimana, ben oltre la soglia di 179, nonostante il Comune abbia 10 casi di ricoveri da infezione e nessuno di questi in terapia intensiva. Non è più accettabile dunque, una zona rossa così come vige.

Tuttavia continua l’aumento dei contagi da variante Delta, con l’indice Rt salito negli ultimi sette giorni da 0,66 a 0,91 e destinato a raggiungere, già a inizio agosto, 1,3. E’ salita anche l’incidenza settimanale, passata da 11/100mila abitanti a 19, due settimane fa erano 9/100mila abitanti, ma con le norme attuali, se si supera la soglia dei 50 casi si esce dalla zona bianca.
Limite che appunto ben cinque Regioni potrebbero superare al massimo entro la prima settimana di agosto finendo in giallo: si tratta della Sardegna (33,2), della Sicilia (31,8), del Veneto (26,7), del Lazio (24) e della Campania (21,7).

Peraltro tutte le Regioni, ad eccezione della Val d’Aosta e della provincia autonoma di Trento, sono passate da un rischio epidemico basso ad un rischio moderato, il che potrebbe presagire una reintroduzione di alcune restrizioni.

L’unico dato positivo è che grazie alla campagna vaccinale il tasso di ospedalizzazioni e morti rimane basso nonostante la risalita dei contagi a livello giornaliero, ieri erano 2mila 898, giovedì 2mila 455 e il 9 luglio 1.390. Nessuna Regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 2%, ed è in diminuzione, da 187 a 157 nell’ultima settimana.

Anche se nello scenario peggiore, per Silvio Brusaferro, ad agosto si prospetta una crescita dell’occupazione in terapia intensiva. Comunque inferiore alle soglie critiche del 30% e 40%, ma è possibile che si superi il 10%, con centinaia di persone ricoverate. Una proiezione dovuta a due fattori, 2,5 milioni di persone di oltre 60 anni che non hanno iniziato a vaccinarsi e l’aumento dei contagi soprattutto nella fascia di età 10-19 e 20-29, cioè la popolazione meno vaccinata.