04 Ott

Amministrative, strategie alla prova

Calo di affluenza rispetto alle amministrative del 2016. Ha votato il 54,6% degli aventi diritto al voto contro il 61,5% del 2016. Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste le grandi città attese, i risultati segneranno i destini dei leader nazionali. Il leader del Pd, Enrico Letta, ha preso il seggio alla Camera nelle elezioni suppletive a Siena, cosa non di poco conto, considerato che sarà molto più semplice gestire, da dentro, una strategia utile all’elezione del presidente della Repubblica.

Se il Pd dovesse spuntarla a Milano, Bologna e a Napoli ed andare al ballottaggio a Roma e a Torino, il segretario uscirebbe dal voto rafforzato e sicuro di sé, ma se il candidato sindaco non dovesse farcela, si aprirebbero le porte per un prossimo congresso con le correnti di minoranza pronte a dare battaglia per primeggiare, al momento Beppe Sala. avrebbe vinto a Milano al primo turno, 57.4% con una coalizione progressista, contro un 31.6% di Bernardo del centro destra.

C’è poi la politica di Matteo Salvini sulla pandemia, non proprio in linea con la base e con la dirigenza, dunque un voto favorevole rinsalderebbe la sua leadership anche nei confronti di Giorgia Meloni, alleata/avversaria, entrambi nella bufera in questi ultimi giorni a causa di alcuni episodi di cronaca che avrebbero investito FdI e il caso Morisi, artefice della comunicazione social della Lega, oltre alle distanze strategiche da alcuni dirigenti/governatori e bisognerà capire come l’elettorato reagirà.

A guidare la partita a Torino c’è Lo Russo, con la coalizione di centro sinistra al 43.5%, contro il 38.6% del centro destra, mentre il M5S con la Sganga si fermerebbe al 9%; anche a Bologna, Lepore, col centro sinistra alleato col M5S, starebbe al 58.5% contro il 31.3% di Battistini del centrodestra; a Trieste Dipiazza guida la partita col centro destra  al 45.4%, contro il 32% di Russo del centro sinistra; mentre a Napoli, con un 62.7%, Manfredi ed il centro sinistra alleati con il M5Stelle, avrebbero vinto contro il 21.6% di Maresca per il centro destra; sotto il 10% Bassolino.

Testa a testa a Roma tra Michetti con il centro destra al 30.3%, e Gualtieri, candidato sindaco col centro sinistra al 27.4%; la Raggi resterebbe al 18.9% e Calenda al 18.6%, per oltre 20 candidati sindaci, solo, nella capitale.

Prova del nove anche sulla leadership di Giuseppe Conte alle prime elezioni e con i risultati di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino tutti da testare. Alla prova dei fatti anche l’alleanza su carta con il Partito democratico a Napoli e a Bologna, dove avrebbero vinto al primo turno, non eviterà certo la conta tra i due partiti, per capire eventualmente chi potrebbe primeggiare, ma anche gli apparentamenti per i prossimi ballottaggi, saranno altrettanto significativi.

Quasi certi a Roma e a Torino, con un M5S piuttosto sbiadito, mentre il centro sinistra indubbiamente ha sbancato a Napoli, a Milano e a Bologna. Trieste è in vantaggio con il centro destra, ma non è netto, resterebbe infatti al 45.4% sul centro sinistra al 32%, e anche qui si riaprirebbe la nuova partita, tutta da giocare e da reinventare, dei ballottaggi.  

Nessun candidato di Forza Italia nelle città più importanti, il partito continua perdere pezzi e rischia di contare poco nei futuri tavoli per l’elezione del presidente della Repubblica, d’altra parte Matteo Renzi, con Italia Viva ma nessuna lista riconoscibile, alleato col Pd a Milano, Bologna e Napoli, e contro il centro sinistra a Roma, dovrà aspettare i risultati definitivi per capire come posizionarsi per le future dinamiche elettorali, anche se il buon risultato di Carlo Calenda, potrebbe sottrargli consenso al centro, che potrebbe anche intercettare il centro destra tra due settimane.