27 Nov 21

Bussi, veleni sulla vasta area industriale

La notizia del rinvenimento di veleni cancerogeni e/o tossici come tetracloroetilene, esaclorobutadiene, esacloroetano e diversi altri nella falda intorno alle discariche 2A e 2B di Bussi, vaste 7 ettari, quasi come 10 campi di calcio, confermano quello che l’Arta evidenzia da anni e, cioè, che gli inquinanti continuano ad uscire con l’acqua dalle diverse aree con rifiuti e terreni contaminati. I vari capping, cioè le coperture dei rifiuti con teli in materiali plastici, sono solo un palliativo quando in generale serve la rimozione dei rifiuti e, in questo caso, anche dei terreni contaminati, così Augusto De Sanctis del Forum H2O commenta in una nota la notizia del ritrovamento di diverse sostanze pericolose oltre i limiti di legge nella falda intorno alle discariche 2A e 2B, con superamenti delle soglie di legge per diversi parametri, in 4 piezometri su 6, nell’ambito dell’accertamento della Procura di Pescara sul caso della mancata bonifica delle due discariche.

Gli attivisti del Forum H2O, prosegue la nota, stanno predisponendo un nuovo dossier da inviare alla Procura di Roma, che, secondo quanto riportato dalla stampa, sta curando uno dei filoni dell’inchiesta, quello che vede tra gli indagati per falso, omissione e omessa bonifica quattro tra i massimi vertici dirigenziali del Ministero. Nella documentazione che sarà inviata ai magistrati romani con gli aggiornamenti sul caso saranno incluse le nostre valutazioni circa quest’ultima notizia sulla presenza dei contaminanti in falda.

Augusto De Sanctis

L’eventuale sussistenza di reati penali nei vari filoni sarà accertata dalla magistratura, aggiunge De Sanctis. Tuttavia è certo che per le discariche 2A e 2B  abbiamo perso tre anni preziosi a causa della revoca illegittima, promossa dai dirigenti ministeriali, della gara per la bonifica nonostante avessimo inviato preventivamente puntuali lettere circa le criticità dell’operazione di revoca, osservazioni rimaste inascoltate. Sono dovuti intervenire Tar e Consiglio di Stato per bocciare l’operato del dirigente Lo Presti che aveva sottoscritto la revoca.

Intanto in questi giorni, abbiamo acceso di nuovo un faro anche sul cuore del Sito Nazionale per le Bonifiche, l’area industriale, vasta ben 26 ettari. Non vediamo grandi operazioni in corso per la bonifica dei suoli nonostante siano passati 13 anni dalla perimetrazione del Sito Nazionale per le Bonifiche di Bussi, oltre 5 dalla nostra lettera con cui stigmatizzavamo gli enormi ritardi nella bonifica dell’area industriale e quasi 2 anni dall’ordinanza della Provincia di Pescara che il 19 dicembre 2019 ha assegnato a Edison la responsabilità per la gran parte della bonifica. Ritardi inaccettabili e intollerabili anche perché gran parte della zona è abbandonata, conclude l’attivista, non essendoci attività produttive, per cui è possibile attuare ormai da tempo ogni azione necessaria al risanamento. Vogliamo capire le ragioni di tali ritardi.