09 Gen

Vaccini, Locatelli: “Filtra un po’ di luce”

Oggi (ieri ndr) abbiamo registrato 413mila vaccinazioni, siamo ai vertici del continente europeo. Eravamo a 84mila dosi la mattina del 3 gennaio e 5 giorni dopo la possibilità di realizzare 330mila vaccinazioni, circa 65mila al giorno, ieri siamo andati vicino ai 90mila ed è importante perché documenta la capacità del Paese di erogare un numero elevato di vaccinazioni, l’obiettivo è vaccinare in breve tempo, il numero più alto di residenti nel Paese, così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, nel corso della conferenza stata sul monitoraggio dei dati epidemici.

Il 6 gennaio l’agenzia del farmaco europea Ema ha approvato il vaccino Moderna il giorno dopo è arrivato il via libera anche da parte di Aifa, ha ricordato Locatelli. Entrambi i vaccini sono basati su una piattaforma condivisa, il Moderna può essere somministrato sopra i 18 anni, lo Pfizer/Biontech anche nella fascia 16/18 anni, l’intervallo dei richiami tra i 2 tipi di vaccino, è di 28 giorni l’ultimo e di 21 il primo, mentre gli studi clinici dicono che l’immunità protettiva è rilevata nel 95% dei vaccinati e dopo 14 giorni dalla seconda somministrazione. Per ogni flacone di Moderna abbiamo 10 dosi, e rispetto allo Pfizer non deve essere diluito, si conserva tra i 15 e i 25 gradi, ma può essere mantenuto tra i 2 e gli 8 gradi, per 30 giorni, una volta scongelato. Garantisce una sicurezza consistente come Pfizer, e i dati forniti alle agenzie regolatorie sono largamente rassicuranti, ha tenuto a sottolineare.

Inoltre alcuni studi divulgati oggi (ieri) indicano che la vaccinazione Pfizer è in grado di conferire protezione anche alla variante inglese, non vi era una grossa preoccupazione in merito, ma avere anche questo dato oggettivamente documentato, è ulteriormente rassicurante per quel che riguarda l’efficacia delle vaccinazioni che conferiscono il 95% di protezione. Per il vaccino Moderna, nei soggetti ultra 65enni, siamo sull’85/86% di protezione e non era così scontato.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato che acquisirà 300mln di dosi in più per l’Europa, ed il 13.46% spetterà all’Italia, anche questo rassicura rispetto al numero di vaccini che avremo nel corso dell’anno.

Sono stati poi forniti i dati della fase 1 del progetto vaccinale nato grazie alla collaborazione tra i Ministeri dell’Università/Ricerca e della Salute, la Regione Lazio, l’Istituto nazionale malattie infettive, Lazzaro Spallanzani di Roma, realizzato prodotto e brevettato dalla società di biotecnologica italiana ReiThera, e dimostrano che l’Italia è un Paese che può guardare alle sfide biotecnologiche più importanti in campo medico. Aspettiamo i risultati delle fasi 2 e 3, che saranno completati entro i primi sette mesi dell’anno. A fronte dei messaggi sui comportamenti responsabili da tenere, ha concluso, possiamo ora guardare anche ai raggi di luce che filtrano dall’ambito del programma vaccinale.

Nicoletta Verì

Intanto la piattaforma telematica regionale per l’acquisizione delle manifestazioni di interesse alla vaccinazione contro il Covid 19 sarà riaperta a partire dal 18 gennaio prossimo.

Per accedere alla piattaforma per la vaccinazione, gli utenti dovranno collegarsi al portale sanita.regione.abruzzo.it e cliccare nella sezione servizi on line.

Potranno registrarsi al sistema le persone con disabilità o fragilità, gli ultra 80enni e tutti coloro appartenenti alle categorie indicate tra quelle destinatarie della vaccinazione nella prima fase e non ricomprese nelle fasi preliminari della campagna. Con questo sistema, spiega l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, avremo sempre a disposizione un quadro aggiornato e puntuale del numero di quanti vorranno sottoporsi alla vaccinazione anti covid, consentendoci di organizzare la campagna con un modello efficiente ed efficace.

L’Abruzzo ad oggi ha somministrato il 59.9% delle dosi disponibili 9mila429/15.735.
L’Italia è al 55.8% con 512mila 824 di vaccini effettuati sui 918mila450.
Le Regioni più avanti sono Campania, 75.2%; Veneto, 72.8% e Toscana, 71.2%.