16 Ott

Trasporti. No a nuovi mezzi, sì strategie

La soglia di capienza dei mezzi pubblici è rimasta all’80%, non è passata la sostenibilità del 50%, alla cui ipotesi potremmo però tornare in queste ore, ma il trasporto pubblico locale deve fare i conti con la realtà, con la diffusione del contagio e con l’impossibilità di acquistare nuovi mezzi. Non resta quindi che scaglionare gli orari di punta, di scuola e uffici, e incrementare lo smart working impedendo così gli assembramenti, e su questo fronte si dovrà ragionare con il Ministero dell’Istruzione. Diversamente, sarà impossibile la sopravvivenza dei gestori.

Gianfranco Giuliante

Per garantire in sicurezza il trasporto dell’utenza, rispetto alle attuali norme in vigore e a maggior ragione se fossero più restrittive, ci chiedono di aumentare il numero di autobus, spiega in una nota il presidente di TUA spa, l’azienda del trasporto pubblico regionale, Gianfranco Giuliante, il mercato è saturo, eventuali ordini, che sarebbero comunque follia, non potrebbero essere evasi in tempo utile per affrontare qui e ora l’emergenza, tutte le Regioni hanno lo stesso problema. Sul mercato parallelo di vettori privati un bando TUA ha reperito sessantacinque autobus aggiuntivi, la totalità di quelli messi a disposizione di cui quarantacinque già attualmente utilizzati. Dunque, e senza aggiungere altre considerazioni di natura economica, l’ipotesi avanzata non è percorribile. Viceversa, la rimodulazione degli orari di afflusso e deflusso, non comporterebbe costi, e presupporrebbe “soltanto” nuove modalità organizzative peraltro temporanee. Se la didattica a distanza può avere possibili controindicazioni, il non auspicabile assembramento alle fermate ha controindicazioni certe. Con la restrizione del numero dei trasportati, in Abruzzo, potrebbero esserci 25.000 utenti non garantiti dal Tpl, aggiunge Giuliante.

Calcolo che sul fronte nazionale e con una capienza al 50%, rischierebbe di lasciare a piedi 275mila utenti al giorno. Inoltre i controlli formali non possono essere in capo alle società di trasporto, sottolinea Giuliante, l’uso o il non uso delle mascherine, le sanzioni connesse ad attività non conformi alle previsioni di legge sono e devono restare in capo a enti locali e forze dell’ordine. Un ulteriore problema che avrebbe costi, non ancora quantificati. Uffici in parte in smart working, scuole con orari diluiti e, laddove possibile, didattica a distanza, aiuterebbero a decongestionare la presenza simultanea degli utenti del Tpl, conclude il presidente di TUA, sottolineando ancora una volta l’unica strada percorribile.

Il settore teme che ulteriori limitazioni nell’offerta del servizio porterebbe da oltre 42mila, a più di 250mila spostamenti in auto in più, ogni giorno, solo nelle ore di punta mattutine, che dal punto di vista inquinamento ambientale e congestione delle strade, significherebbe il disastro.

Per il presidente Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, Antonio De Caro, l’unica possibilità è differenziare gli orari di ingresso e uscita delle scuole e tornare allo smart working com’era fino a qualche mese fa. Si valuterà con la manovra di bilancio, lo stanziamento di risorse utili a sostenere il lavoro di autisti e bus del settore privato.

E in tal senso anche l’Ama spa, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo d’Abruzzo, dovrà ora fare i conti con la gestione delle corse e anche con il profondo malessere che mina l’equilibrio dei lavoratori, a causa delle differenze di salario a parità di lavoro prestato.