08 Ott

Terza dose, Gimbe: “Serve un piano”

Il monitoraggio della Fondazione Gimbe, nella settimana 29 settembre/5 ottobre, conferma tutti i numeri in calo, anche se in cinque Regioni, si registra un lieve incremento di nuovi casi.
Il 76,8% della popolazione,  45mln 493mila 296 cittadini,  ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+452mila 187 rispetto alla settimana precedente), il dato è al 6 ottobre; e il 72,4%, 42mln 921mila 024, ha completato il ciclo vaccinale (+661mila 771 rispetto alla settimana precedente).

Diminuiscono le somministrazioni (-22,2%) e quasi 2mln e 600mila di over 50 rimangono senza copertura. L’efficacia vaccinale si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (94,8%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,6%) e in terapia intensiva (94,9%). Tuttavia, a partire dalla metà di agosto, pur rimanendo superiore al 90%, si rileva un trend in lieve ma costante riduzione per le ospedalizzazioni (-2,3%), ricoveri in terapia intensiva (-2,1%) e decessi (-2,4%).

Secondo i rilievi settimanali Gimbe, è un dato in linea sia con gli studi condotti in altri Paesi, che documentano una riduzione dell’efficacia vaccinale a partire da 6 mesi dal completamento del ciclo, in particolare nei confronti della variante delta, che con il report ‘Impact of COVID-19 vaccination on the risk of SARS-CoV-2 infection and hospitalization and death in Italy’ pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.

In ogni caso, nelle persone vaccinate con ciclo completo rispetto a quelle non vaccinate, si riduce nettamente l’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia grave e decesso.

Il 4 ottobre la European Medicines Agency, EMA, ha concluso la valutazione relativa alla dose aggiuntiva di vaccino, Pfizer o Moderna, per i pazienti immunocompromessi raccomandandone la somministrazione entro 28 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, come già disposto in Italia dalla circolare del Ministero della Salute del 14 settembre 2021. L’EMA suggerisce inoltre di considerare la somministrazione di una dose di richiamo/booster con il vaccino Pfizer in tutte le persone di età superiore ai 18 anni, dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose, lasciando ai singoli Paesi piena autonomia decisionale su fasce di età e categorie prioritarie.

Il Ministero della Salute ha dato oggi il via libera alla terza dose per i fragili di ogni età e per tutti gli over 60 sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, prima di loro over 80, ospiti e personale sanitario e socio-sanitario delle Rsa. Complessivamente, la platea vaccinabile con la terza dose è di quasi 7,6 milioni di persone alle quali dal 14 settembre sono state somministrate quasi 185mila dosi con un tasso di copertura del 2,4%, e notevoli differenze regionali che vanno dal 9% del Molise, allo 0% della Valle D’Aosta.

Nino Cartabellotta

La priorità assoluta, rileva il presidente Cartabellotta, rimane quella di somministrare il ciclo completo a tutta la popolazione vaccinabile, in particolare agli over 50. E’ necessaria una programmazione strategica per somministrare la dose di richiamo alla popolazione generale. Anche per evitare, dopo il via libera dell’EMA agli over 18, che le Regioni procedano in ordine sparso, senza seguire le priorità basate sul rischio individuale.