26 Feb

Strada dei Parchi e il potere sul traforo

Nonostante le immagini inquietanti di quei viadotti della A24/25 con i ferri scoperti e arrugginiti e davanti alle chiarissime responsabilità per il mancato adeguamento alle norme comunitarie della galleria del Gran Sasso, e non solo, per due mesi, tra aprile e maggio 2019, abbiamo subito la propaganda di Strada dei Parchi sulla chiusura del traforo che celava ben altri obiettivi secondo gli inquirenti: quelli di aumentare il potere contrattuale con lo Stato, rileva in una nota stampa il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua.

Allora eravamo stati gli unici ad aver detto chiaramente che l’obiettivo del gruppo Toto era questo mentre amministratori regionali e nazionali e pure qualche Prefettura hanno dato spazio al privato che faceva il bello e il cattivo tempo sulle teste dei cittadini e delle imprese.

L’apoteosi di quei giorni fu la riunione plenaria al Ministero Infrastrutture e Trasporti della quale…non esiste il verbale (sic!), come ammesso dall’allora capo di gabinetto a seguito di nostra formale richiesta.

Evidenziamo che, oltre al perito della Procura dell’Aquila, anche il verificatore nominato dal Tar Lazio in una controversia tra il Ministero e Strada dei Parchi si è espresso sul gravissimo stato dei piloni. Quindi un soggetto terzo. Le inchieste faranno il loro corso ma lo stato in cui hanno ridotto l’infrastruttura senza manutenzione è evidente pure ai sassi che circondano l’autostrada, proseguono gli attivisti nella nota.

Qualcuno vuole pure premiare Toto con il nuovo Piano Economico Finanziario? Sia quello da oltre 3miliardi di euro (di cui 2 pubblici) con un prolungamento della concessione per 10 anni o addirittura quello con la variante tanto cara a Toto, quel piano B da 6,5 miliardi che l’azienda ha continuato a progettare all’insaputa del Ministero che l’aveva bocciata nel 2016?

Questa montagna di denaro pubblico da destinare ai lavori di messa in sicurezza, esclusivamente sul tracciato attuale, deve andare a gara europea. La concessione deve essere valutata attentamente anche per l’eventuale verifica sulla possibilità di revoca/rescissione, concludono. Le Regioni e gli enti locali coinvolti si costituiscano parte civile nella prossima udienza del 9 giugno. Auspichiamo che il MIT e gli altri enti intentino una causa civile a Strada dei Parchi affinché sia fatta luce anche sugli eventuali danni causati dalla condotta della società.