01 Dic

In una bolla, in attesa del 3 dicembre

Viviamo sospesi in una bolla in attesa del 3 dicembre quando scadrà il termine dell’ordinanza per la zona rossa. I dati sono molto ballerini e non si capisce bene cosa ci aspetta dietro l’angolo. Le ex zone rosse sono quelle che registrano una maggior diminuzione nei casi di contagio, anche se resistono criticità, ha detto in conferenza stampa Giovanni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ecco, noi nella provincia interna d’Abruzzo, passiamo giornate in cui sembra esserne usciti e quindi pare iniziato il calo, e giornate in cui, come oggi, abbiamo 244 nuovi positivi e il più alto numero di positivi in Regione. 9.211 è il totale dei positivi residenti nell’aquilano e il dato provinciale più alto in assoluto.

Come sono stati fatti questi tamponi? E’ certo il risultato? E’ saltato tutto e non si sta dicendo? Non è chiaro. Dei 396 nuovi casi positivi di oggi, 244 sono nell’aquilano, continuiamo quindi a vagare nella bolla in cerca di notizie con la consapevolezza di aver registrato 906 decessi dall’inizio della pandemia, in Abruzzo, solo oggi 13 casi, di cui 11 sempre nell’aquilano.

Con quale affidabilità del dato?

In conferenza stampa Giovanni Rezza e Silvio Brusaferro dell’ISS, non hanno nascosto che il dato generale è ancora molto critico, troppi decessi, ma questa è la coda, l’ultima cifra a scendere visto che dal contagio al decesso, passano venti giorni, un mese o chi lo sa, perché l’agonia per lo più dei nostri anziani non la conoscerà mai nessuno, mentre il tasso di positività sopra il 10%, seppur di poco, significa una soglia ancora molto critica. Oggi 786 decessi, ieri 672.

Intanto il ministro Speranza è pronto a portare il piano strategico dei vaccini anti covid in Parlamento, non sappiamo se la Regione Abruzzo è pronta, ma non si conoscono ancora i dossier che ne dimostrano la sicurezza e l’efficacia, quando li avremo pubblicati potremmo esprimerci su ogni singolo vaccino, oggi possiamo dire che sono dati promettenti, ha commentato Brusaferro, e una volta somministrati partirà la quarta fase, con il monitoraggio nel tempo tra effetti collaterali e fenomeni eventualmente collegati, è una prassi per ogni farmaco e per ogni vaccino, titolare a sorvegliare è l’Aifa che produce rapporti annuali sulla vigilanza sul farmaco e su effetti particolari.

La fase sulla sicurezza ha riguardato 50mila persone, ma a questo punto anche il capitolo vaccinazioni anti covid, seppur molto atteso, resterà un enorme punto interrogativo da chiarire sempre sulla nostra pelle. Entro fine anno, ha aggiunto Rezza, ci auguriamo siano autorizzati i primi vaccini.

Che succederà nelle prossime festività natalizie? Sarà un Natale covid, per Brusaferro, dobbiamo passare dalla fase di mitigazione del contagio e c’è ancora una gran massa di persone che s’infetta quotidianamente a quella di contenimento. I nuovi casi quotidiani devono scendere di parecchio. E ciò, ancora non accade. Sappiamo, ha aggiunto, che tutto dipende dai comportamenti individuali e collettivi, non ci sono scorciatoie noi siamo i protagonisti come individui e come comunità. Natale covid vuol dire organizzarci evitando aggregazioni in maniera decisa dopodiché ondate successive non sono nelle stelle ma sono scritte anche nel modo di comportarci individualmente e socialmente. Siamo tutti consapevoli dei fattori di rischio e che le persone più fragili sono quelle che rischiano di più in caso di contagio e anche questo lo sappiamo molto bene.

Infine la certezza della guarigione. L’ultima circolare dice 21 giorni. L’isolamento è di 14 giorni. La maggior parte degli asintomatici ha pochi sintomi, il dato positivo è che risulta tra i guariti in due settimane, ha commentato infine Brusaferro.