04 Set

Sisma 2009, un tavolo con il Governo

Com’è noto, già da tempo i titolari degli Uffici Speciali dell’Aquila e del cratere hanno quantificato in circa 4 miliardi di euro la necessità di risorse ulteriori per completare il processo di ricostruzione in atto nel territorio interessato dal sisma 2009, inizia così la lettera a firma del sindaco Biondi, del presidente Marsilio e dei coordinatori dei Comuni del cratere, Di Paolo e Ciacchi, inviata al premier Conte e ai ministri Gualtieri e Provenzano per aprire un tavolo per il reperimento delle risorse da destinare ai processi di ricostruzione.

Il sindaco Biondi

E’ altresì noto, proseguono, che al prossimo 31 dicembre scadrà l’ultima annualità della tabella B allegata alla legge n. 190 del 2014, che ha previsto 5,1 miliardi di euro per la ricostruzione del territorio a cui si sommano i 10,5 miliardi di euro stanziati dal governo Berlusconi e gli 1,8 miliardi di euro del governo Letta. Le somme residue, una volta programmate, consentiranno di coprire al massimo il primo semestre 2021.

E’ pertanto necessario, fin da subito, individuare risorse per rifinanziare la ricostruzione privata, pubblica e il piano ReStart. Considerata la particolare congiuntura economica che vive l’Italia a seguito della pandemia da Covid 19, che potrebbe limitare il ricorso al bilancio statale, si chiede di valutare la possibilità di sostegno ricorrendo alle somme del Recovery Fund ovvero ai residui della programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione. In alternativa si propone il ricorso alla nuova programmazione dei fondi europei 2021-2027, visto che il meccanismo di impegno dei fondi per la rinascita dei territori colpiti dal sisma 2009 è ampiamente collaudato e vi sarebbe, pertanto, una celere immissione di liquidità in grado di contribuire alla crescita del pil del Paese. A tal fine si chiede di poter avviare un tavolo di confronto per verificare la fattibilità della nostra proposta.