23 Lug 21

Parco Sirente Velino, legge impugnata

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, ha esaminato ventinove leggi delle Regioni e delle Province autonome e ha deliberato di impugnare tra le altre, la legge della Regione Abruzzo n. 14 dell’8 giugno 2021, Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini. Modifiche alla L.R. 42/2011, perché talune disposizioni si pongono in contrasto con la normativa statale in materia di aree naturali protette e in materia di ordine pubblico e sicurezza e violano l’articolo 117, secondo comma, lettere g), h), l) e s) della Costituzione.

Art. 117. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Ora la Regione torni indietro sui suoi passi e ripristini i confini del Parco del Sirente senza aspettare la decisione della Consulta, commenta la Stazione Ornitologica Abruzzese in una nota. Vi erano molteplici profili problematici, in primis quello della tutela delle specie d’interesse comunitario, dal rarissimo Lanario all’Aquila reale, dal Gracchio corallino alla Coturnice. La maggioranza in Consiglio regionale e il presidente Marsilio hanno insistito e hanno approvato la norma. Toccherà alla Consulta stabilire se la Legge regionale rispetta i principi costituzionali.

Inoltre il WWF, nella richiesta di impugnativa presentata al Governo nei giorni scorsi, tra le altre questioni aveva sollevato proprio il vulnus della Legge regionale rispetto all’art. 117 della Costituzione e il fatto che la riperimetrazione attuata andasse a compromettere il nucleo minimo di salvaguardia del patrimonio naturale, richiesto dalla normativa nazionale.
Abbiamo cercato il dialogo con la Regione in tutti i modi, dichiara Filomena Ricci, delegato WWF Abruzzo. Una petizione con 125mila firme e un appello sottoscritto da 50 personalità del mondo dei parchi, della ricerca e della cultura abruzzese non sono bastati a fermare le decisioni della Giunta Marsilio che ha scelto la strada del taglio e della modifica normativa senza ascoltare il mondo ambientalista, il comitato locale di cittadini sorto a difesa del Parco e neppure diversi sindaci dell’area. Arriva così un primo sonoro stop per l’impostazione data dalla Giunta Marsilio alla gestione del Parco Regionale Sirente Velino che viene giustamente riconosciuto come un bene di tutti e come tale non può essere ridotto nei suoi confini secondo logiche localistiche e riduttive e con una legge che si pone in contrasto con i principi di tutela delle aree protette. Il WWF esprime grande soddisfazione per questo primo risultato e, in attesa del pronunciamento della Consulta, invita il Consiglio regionale a riformulare una legge nata sbagliata e che non potrà portare alcun beneficio al territorio e alle popolazioni che lo abitano.