07 Gen

Scuola, stessi problemi del 14 settembre

Oggi, 7 gennaio, le scuole superiori riprendono da casa. Poi da lunedì 11 al 50% a scuola e al 50% a distanza, mentre infanzia, elementari e medie, 5mln di bimbi/ragazzi, tutti in classe da oggi. Cosa dovrebbe cambiare fino a lunedì per i ragazzi delle superiori? La decisione è stata presa con l’ultimo decreto della presidenza del Consiglio e la ministra Lucia Azzolina, ha confermato in una circolare che è proprio così. Le cronache nazionali narrano degli stessi identici problemi irrisolti dal 14 settembre, quando alla riapertura delle scuole le Regioni hanno deciso di andare ognuna per conto proprio, e il nodo dei trasporti, ma non solo quello, resta ancora da sciogliere.

La didattica a distanza è iniziata il 5 marzo 2020 con l’aggravarsi della pandemia, quando la scuola in presenza è stata chiusa in tutt’Italia dal Governo Conte. Il 26 marzo, così come ricostruisce cronologicamente IlSole24ore, la denuncia di un dato terribile: su 6.7milioni di studenti, 1.6milioni, soprattutto del primo ciclo e del Mezzogiorno, sono rimasti esclusi per mancanza di infrastrutture digitali, pc e collegamenti in rete. Il Paese sconta a tutt’oggi pesanti ritardi infrastrutturali eppure una discussione seria, col Recovery fund, ancora non viene avviata.

Arriviamo all’8 aprile, con il decreto salva scuola con cui avrebbero promosso tutti, il 16 maggio un nuovo decreto d’urgenza ha semplificato gli esami di Stato, per cui il 17 giugno, mezzo milione di studenti delle superiori ha svolto gli esami in sicurezza, mentre la scuola italiana ha chiuso l’anno in remoto.

Il 28 maggio il Comitato tecnico scientifico ha fissato le regole per il rientro a scuola a settembre: distanziamento di almeno 1 metro, mascherine dai 6 anni in su e pulizie giornaliere.

L’edilizia scolastica si è scoperta del tutto inadeguata, senza spazi e banchi adatti a lezioni in sicurezza.

Domenico Arcuri

Così il 20 luglio successivo, il commissario Domenico Arcuri ha bandito una gara per un massimo di 3mln di nuovi banchi a rotelle per garantire il distanziamento, ne servivano 2.4mln, la consegna è stata assicurata per l’autunno, ma gli ultimi sono arrivati tra la fine di novembre e dicembre, quando già erano ricominciate le lezioni a distanza.

Il 9 agosto l’urgenza di spazi ampi è emersa con tutta la sua forza, 2-300mila studenti avrebbero dovuto trovare aule adeguate, prosegue l’analisi del quotidiano economico.

E il 28 agosto è arrivato al pettine anche il nodo trasporti, capienza massima al 75%, scesa poi al 50%, ma il nodo non è ancora stato sciolto, nonostante i 450milioni aggiuntivi stanziati e ancora da spendere per intero.

Il 14 settembre ha riaperto la scuola con le Regioni in ordine sparso, contagi in risalita e oltre 130mila cattedre da coprire. Il 22 ottobre ha preso il via il concorso straordinario per stabilizzare 32mila precari, la selezione si è fermata il 3 dicembre, restano fermi anche i concorsi ordinari, il rischio è un nuovo anno scolastico con il record storico di supplenti.

Al 4 novembre, con la curva dei contagi in crescita, le superiori tornano alla didattica a distanza e nelle zone rosse vanno in remoto anche seconde e terze medie. Il 4 dicembre hanno poi programmato il rientro a scuola con il nuovo anno, dal 7 gennaio ritorno in presenza delle superiori al 75%, dopo l’accordo con le Regioni sono scesi al 50%, vengono coinvolti i prefetti nei piani di sicurezza con i docenti si oppongono alle lezioni pomeridiane. Arriviamo quindi al 5 gennaio e allo slittamento, dal 7 all’11 gennaio, della ripresa in presenza del 50% degli studenti delle superiori, stessa storia di settembre, diverse Regioni posticipano la riapertura, tra queste non c’è l’Abruzzo, potrebbero arrivare ulteriori slittamenti, gli studenti annunciano proteste e la follia è ormai generale.