21 Mag

Decreto Rilancio, cambierà la sanità?

Con i tre miliardi e 250 milioni di euro per la sanità stabiliti nel decreto Rilancio si potrà rafforzare in maniera profonda e duratura il nostro Servizio sanitario nazionale. Tante cose contano, ma avere un Ssn di qualità è la cosa che conta di più.

Roberto Speranza

Poter vivere in un Paese in cui se stai male non conta quanti soldi hai, non conta di chi sei figlio, non conta in che territorio vivi ma hai diritto a essere curato, penso sia il valore più straordinario che dobbiamo saper riconoscere e difendere con ogni energia. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ai cittadini, illustrando nel dettaglio i provvedimenti per la sanità contenuti del decreto Rilancio qualche giorno fa.


1mld e 256 mln per il territorio:
Assistenza domiciliare. Saranno implementate sul territorio, con personale dedicato, le azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari. L’assistenza ai pazienti al di sopra dei 65 anni di età passerà dagli attuali 610.741 soggetti, pari al 4% della popolazione over 65, a 923.500 unità, pari al 6,7%. Un tasso che porta l’Italia al di sopra della media Ocse, attualmente del 6%. Raddoppiati i servizi per la popolazione al di sotto dei 65 anni: si andrà dagli attuali 69.882 assistiti a domicilio, pari allo 0,15% della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,3%. Risorse stanziate per personale e servizi 733mln 969mila 086 euro.

Rete territoriale e Usca. Sarà potenziata l’attività di sorveglianza attiva in tutte le Regioni e le Province autonome a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite, Rsa, anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio, sarà aumentata la funzionalità delle Unità speciali di continuità assistenziale, Usca, deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati. Risorse stanziate per personale e servizi 61mln euro.

Infermiere di quartiere. Previsto il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai soggetti cronici, disabili, con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. A questo fine viene introdotta la figura dell’infermiere di quartiere, 9.600 nuovi infermieri, 8 ogni 50mila abitanti, anche a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale, Usca. Risorse stanziate per le nuove assunzioni 332mln 640mila euro. Si aumenta anche, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di medicina generale, per fronteggiare l’emergenza.

Monitoraggio domiciliare. Per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare sarà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di app di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A tal fine, saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina.
Risorse stanziate per personale, infrastrutture e strumentazioni 72mln 271mila 204 euro.

Assistenti sociali. Per la valutazione complessiva dei bisogni dei pazienti e l’integrazione con i servizi socio sanitari, le Unità speciali di continuità assistenziale, Usca, saranno integrate dalla figura degli assistenti sociali regolarmente iscritti all’albo professionale.
Risorse stanziate 14mln 256mila di euro. 

Strutture territoriali di isolamento. Laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, Regioni e province potranno stipulare contratti d’affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga. Saranno stanziati fondi per infermieri, operatori tecnici assistenziali, sanificazione, formazione del personale alberghiero, lavanderia, manutenzione delle strutture. Risorse stanziate 32mln 497mila 693 euro.


1mld 467 mln per gli ospedali:
Covid hospital. Sarà incrementata e resa stabile la realizzazione di Covid hospital, un pezzo fondamentale nella strategia contro il virus, dal momento che gli ospedali misti facilmente moltiplicano il contagio. Saranno strutture ad alto valore aggiunto in termini di innovazione, tecnologia e competenze, dedicati esclusivamente ai pazienti Covid-19. Che saranno curati da personale adeguatamente formato, all’interno di spazi strutturalmente distinti.

Terapie intensive e ospedali mobili. Vengono consolidati stabilmente 3.500 posti in più in terapia intensiva. Si passa da un numero di 5.179, pre-emergenza, a 8.679, con un incremento del 70%. A questi si aggiunge la predisposizione alla terapia intensiva, con la sola implementazione di ventilazione meccanica e monitoraggio, di 2.112 posti letto di terapia semintensiva. Inoltre, si aggiungono 300 posti letto di terapia intensiva suddivisi in 4 strutture movimentabili, pronte per essere allestite in breve tempo nelle zone ad accresciuto fabbisogno. Questo porta la disponibilità di terapie intensive a 11.091 posti letto di terapia intensiva, + 115% rispetto alla disponibilità in pre-emergenza.

Terapie semintensive. Si incrementano stabilmente su tutto il territorio nazionale anche 4.225 posti letto di terapia semintensiva, di cui, come detto, il 50% prontamente convertibile in terapia intensiva. Potranno, cioè, essere trasformati immediatamente in vere e proprie postazioni di rianimazione con la sola integrazione di apparecchiature di ventilazione e monitoraggio.

Pronto soccorso. Tutti i pronto soccorso e DEA verranno ristrutturati e riorganizzati, prevedendo la separazione delle strutture, l’acquisto di attrezzature, la creazione di percorsi distinti per i malati Covid-19 e di aree di permanenza per i pazienti in attesa di diagnosi. 

Covid-Ambulance. Saranno acquistati mezzi di soccorso H24 ad alto biocontenimento, da utilizzare per trasferimenti di pazienti Covid-19, per dimissioni protette o per trasporti interospedalieri. Prevista anche la dotazione di personale dedicato con medico, infermiere e autista/barelliere.


526 mln per il personale:
Incentivi al personale. Previsto l’incremento delle risorse per straordinari del personale ospedaliero, indennità contrattuali, produttività e risultato. Risorse stanziate 190mln di euro.

Risorse per assunzioni. Stanziati altri 241mln di euro da destinare a ulteriori assunzioni in ambito ospedaliero e Servizio Sanitario Nazionale.

Formazione. Previsto un incremento di 4.200 borse di specializzazione in area medica. In particolare, saranno aumentate le borse in anestesia e rianimazione, medicina d’urgenza, pneumologia, malattie infettive e loro specialità equipollenti.

Aspettiamo di capire quante risorse arriveranno in Abruzzo. Quali saranno le tempistiche e quale dibattito intavolerà il capoluogo, con le aree interne, per i propri diritti.

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