25 Nov

Rifugiati, la gara farà fuori il territorio

Visiteremo queste strutture per ricostruire il percorso autorizzatorio che è carente, verificheremo gli standard normativi da rispettare per i servizi alla persona.

Così, il dirigente responsabile Fabrizio Giannangeli, intervenuto stamattina in una commissione di garanzia con l’assessore Bignotti, per un confronto su un progetto di accoglienza, Battiti di integrazione della rete Sprar, Sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati, affidato in gestione dal Comune, nel 2013, al Comitato Territoriale Arci L’Aquila, e per il quale sono in arretrato diversi stipendi.

E’ un progetto che funziona.

Dal 2013 ad oggi, si legge nel memorandum consegnato da Giannangeli, ha fornito sevizi di accoglienza, integrazione e tutela in favore di 345 beneficiari provenienti da 27 Paesi diversi dei quali 120 con meno di 20 anni e circa 100 utenti con un età compresa tra i 21 ed i 25 anni. La media di permanenza all’interno delle strutture dei progetti è stata di circa 210 giorni. Negli anni di operatività sul territorio sono stati fino ad oggi attivati 116 tirocini extracurriculari, oltre a numerosi corsi di formazione. In base a questa offerta, il 27% dei beneficiari (98 utenti) ha lasciato le strutture del progetto in possesso delle condizioni minime di autonomia sul territorio, cioè tirocinio di sei mesi ed un contratto di locazione. Ad oggi il 20% dei beneficiari, 54 persone, si è stabilmente inserito nel territorio di riferimento, mentre il 30%, 100 persone, è tuttora presente sul territorio italiano. In tal senso, aggiunge il dirigente,  il progetto è riuscito a supportare circa il 50% dei beneficiari ai fini della relativa stabilizzazione sul territorio italiano.

Anche nell’anno in corso ha avuto un notevole risultato.

E’ tuttavia un progetto che va a rendicontazione esattamente come la Perdonanza, i Cantieri dell’Immaginario, Fare Centro e come qualsiasi altra proposta portata avanti dalle associazioni socio culturali che operano sul territorio comunale, a fatica, con anticipazioni pubbliche non sempre possibili per cui, nel caso in cui il Comune garantisse, così come sarà chiesto al Ministero, eventuali anticipazioni, il ragionamento dovrà essere strutturato a 360 gradi, perché tutti, nessuno escluso, abbiano il dovuto sostegno.

Ci sarebbero dei problemi burocratici legati alla rendicontazione 2017 per la nomina di un revisore esterno, e quindi a quella del 2018, con possibile proroga dell’affidamento fino al febbraio 2020, con opzione di rinnovo per il periodo marzo/agosto 2020.

Arriverà il momento di una nuova gara da fare con la Centrale unica di committenza su piattaforma digitale, con il reperimento di operatori professionali che gestiscano il progetto dal Mepa, il Mercato elettronico di Consip, ormai gli affidamenti pubblici vanno tutti così, ebbene Arci L’Aquila, così come la miriade di associazioni in gamba che lavorano sul territorio non è nell’elenco. Dunque non potrà continuare a gestire il servizio che andrà invece ad operatori accreditati, ed è difficile capire come mai, nonostante i tanti incentivi alla ripresa, questa città non riesca a crescere di un millimetro e a strutturarsi come altre realtà italiane.