23 Lug

Usra, sui pareri emessi: pochi contributi

La notizia diffusa ieri dal Sindaco Biondi e  da Provenzano, attuale titolare dell’Usra, sarebbe più correttamente annoverabile tra la pubblicità ingannevole da cui siamo quotidianamente bombardati. I fatti stanno diversamente, scrivono in una nota il capogruppo Pd, Stefano Palumbo e l’ex assessore Di Stefano.

Stefano Palumbo

Era settembre 2019 quando Provenzano, audito in commissione Territorio, dichiarò come la ricostruzione privata fosse arrivata al 76%, percentuale calcolata come rapporto dei fondi concessi rispetto al costo totale della ricostruzione. Oggi, a quasi un anno di distanza, il valore è salito al 78%, ovvero di appena due punti percentuali.

In verità i numeri dicono, inequivocabilmente, che il Comune non traduce in concessione di contributi, principalmente per il mancato rilascio del titolo edilizio, le pratiche esaminate dall’Usra. La fonte è proprio il sito dell’Ufficio Speciale con i numeri di seguito riportati:

L’Aquila capoluogo: Importo pareri emessi € 2.767.076.580,63 – Importo concesso € 1.600.501.606,34;
Frazioni del Comune dell’Aquila: Importo pareri emessi € 1.755.428.973,08 – Importo concesso € 771.397.949,18.

La differenza tra i pareri emessi e i contributi concessi è impietosa, a dimostrazione di come la ricostruzione proceda lentamente, fermandosi alle carte e alle parole piuttosto che avanzare con l’apertura dei cantieri, elemento essenziale e concreto per la ripresa dei centri storici e della vita delle persone.

Se c’è un’equivalenza da sottolineare non è dunque la sostanziale parità tra il numero complessivo dei pareri emessi dall’inizio della ricostruzione ad oggi, 2.254 per L’Aquila capoluogo e 2.259 per le frazioni, semmai il pari ritardo che, tanto il capoluogo quanto le frazioni, scontano tra pareri emessi e contributi concessi, di circa 1 miliardo di euro in entrambi i casi.

Vittorio Fabrizi

È proprio in merito a questi ritardi accumulati che il sindaco dovrebbe invece dare spiegazione ai cittadini, sicuramente rispetto al caos generato dalla sua stessa amministrazione rispetto alla variante urbanistica alle NTA per la ricostruzione delle frazioni, con tutte le delibere approvate a colpi di maggioranza annullate poi dal Tar. Così come dovrebbe spiegare il motivo per cui sono stati completamente disattesi i termini stabiliti dalla determina dirigenziale n.56 del 31 gennaio 2017 a firma dell’allora dirigente Vittorio Fabrizi, oggi assessore alla ricostruzione, che fissavano al 30 settembre 2018 la scadenza per la presentazione dei progetti per gli aggregati di tutte le frazioni, procrastinandoli invece ancora per diversi anni: progetti che l’Usra doveva esaminare senza dilazione di tempo. Per non parlare infine del commissariamento degli aggregati inadempienti su cui l’attuale amministrazione avrebbe potuto procedere già il giorno dopo il suo insediamento, avendo ereditato dalla precedente tutte le procedure propedeutiche necessarie, e rispetto ai quali dorme ancora oggi sonni tranquilli, con palazzi puntellati abbandonati a se stessi all’interno di aree completamente recuperate con case che tornano ad essere abitate da intere famiglie, da studi tecnici o da attività commerciali. Piaccia o no è questa la realtà, conclude la nota.

Ricostruzione, frazioni come il centro storico

In poco più di un anno il numero dei pareri dell’Usra, Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila post sisma 2009, sulle pratiche relative alla ricostruzione privata delle frazioni ha eguagliato quello del centro storico dell’Aquila, così in una nota il sindaco Pierluigi Biondi con il coordinatore Salvo Provenzano.

Pierluigi Biondi

L’ultimo aggiornamento presente sul sito internet usra.it evidenzia che i pareri emessi per gli immobili del capoluogo sono 2.254 e interessano 6.657 unità abitative, mentre quelli rilasciati per le pratiche delle frazioni toccano quota 2.256 e sono relativi a 10.634 case.

Fin dal nostro insediamento, spiega il sindaco dell’Aquila, avevamo riscontrato uno squilibrio notevole tra l’andamento della ricostruzione in città e quello nelle frazioni. Ci siamo dunque posti l’obiettivo di accelerare i progetti riguardanti queste ultime, nella consapevolezza che un territorio così sconfinato come quello dell’Aquila poteva guardare con serenità a una ricostruzione completa ed efficace solo facendo recuperare alle frazioni il terreno perduto. Del resto, il programma di mandato conferisce una notevole importanza al territorio nella sua interezza, rimuovendo quel distacco tra città e frazioni che aveva posto queste ultime nel dimenticatoio per tanto, troppo tempo. A febbraio 2019, con l’assunzione della titolarità dell’Ufficio speciale da parte dell’ingegner Salvatore Provenzano, che ringrazio per il lavoro svolto, il divario era di circa 300 pareri sulle pratiche del centro storico del capoluogo rispetto a quelli delle frazioni: in poco più di un anno questo gap è stato colmato.

Salvo Provenzano

L’Usra ha impiegato più personale sui progetti delle frazioni e questo squilibrio, mese dopo mese, è stato eliminato. Ora, aggiungono, possiamo andare avanti con fiducia sulla strada di un recupero armonico di tutta l’area comunale del capoluogo d’Abruzzo, così che non ci sarà più il grave contrasto tra zone riedificate e altre in cui i danni del terremoto del 2009 rischierebbero di essere visibili per anni ancora. Il centro storico dell’Aquila, sta tornando bello, sicuro e godibile per i residenti ed i cittadini tutti, la stessa cosa e con le medesime tempistiche deve accadere per le frazioni. 22 luglio 2020.