16 Gen

Report cabina, epidemia in fase delicata

Dal 4 al 10 gennaio la cabina di regia ha osservato un ulteriore lieve aumento dell’incidenza del contagio nel Paese, 183,36 casi su 100mila abitanti, un incremento relativamente contenuto grazie alle misure di mitigazione adottate nel periodo festivo, si legge nella sintesi settimanale.

Dal 23 dicembre al 5 gennaio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09 con un range di 1,04–1,13, in aumento da cinque settimane, dunque si mantiene un livello generale di rischio alto dovuto ad un continuo aumento diffuso della probabilità di trasmissione sul territorio nazionale in un contesto in cui l’impatto sui servizi assistenziali è ancora alto nella maggior parte delle Regioni e province autonome.

L’Rt in Abruzzo è 1.12 (range 0.88-1.27) e l’incidenza di contagio è di 135.32 casi su 100mila abitanti.

11 Regioni e province autonome sono classificate a rischio alto, 10 a rischio moderato e nessuna a rischio basso. Bolzano e la Lombardia hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3, altre 9 Regioni come Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Le altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto.

Sono 12 le Regioni province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica contro le 13 della settimana precedente. In Abruzzo il tasso registrato è rispettivamente del 20% (soglia critica 30%) e del 32% (soglia critica 40%).

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua a essere sopra la soglia critica (30%).

Complessivamente il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve aumento, da 2.579 a 2.636; il numero di persone ricoverate in aree mediche aumenta anche lievemente, passando da 23mila 317 a 23mila 712.

Si osserva una lieve diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note, 39mila 970 vs i 40mila 487 della settimana precedente, e un aumento nella percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti, 28,5% vs il 26,8% della settimana precedente. Anche una lieve diminuzione nella percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi, 31,4% vs il 32,8% della settimana precedente. Infine, il 26,5% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 13,6% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

Si registra un aumento complessivo del rischio, l’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi è possibile nelle prossime settimane, conclude il report, la cabina di regia conferma pertanto la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone.