12 Nov 21

Quarta ondata, nessuna zona gialla

Continuano a salire i nuovi casi (+37,7%), i positivi superano quota 100 mila. Aumentano ricoveri (+14,8%) e terapie intensive (+9,4%), ma per ora nessuna Regione rischia la zona gialla anche se servirebbe un cambio di marcia per contenere la quarta ondata.

Per la terza settimana consecutiva, dichiara il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+37,7%) più che raddoppiati in meno di un mese passando da 2mila 456 il 15 ottobre a 5mila 870 il 9 novembre. Nelle ultime tre settimane l’aumento della circolazione virale è documentata dall’incremento del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 9,9%) e dal rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,7%). In tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 12,7% della Regione Toscana al 75,3% della provincia autonoma di Bolzano, l’Abruzzo è al 36.5% di casi in più

66 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi/100mila abitanti, in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto tutte le Province superano la soglia limite. In tre Province si contano oltre 150/100mila abitanti: Trieste (479), Bolzano (260) e Gorizia (221), numeri che dovrebbero indurre gli amministratori locali a considerare restrizioni su base comunale o provinciale, per evitare che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla.

La provincia dell’Aquila registra 76 casi su 100mila abitanti.
L’occupazione dei posti letto in Abruzzo è pari al 4% sulle terapie intensive e al 6% per l’area medica.

Sul fronte ospedaliero, rileva Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della fondazione Gimbe, si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +14,8% in area medica e +9,4% in terapia intensiva. 

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (6% in area medica e 5% in terapia intensiva), nessuna Regione supera la soglia del 15% per l’area medica, mentre Friuli-Venezia Giulia (11%) e Marche (11%) superano quella del 10% per l’area critica della terapia intensiva.
Al momento non c’è il rischio di passare in zona gialla che, oltre all’incidenza settimanale superiore ai 50 casi/100mila abitanti, richiede contestualmente il superamento della soglia di occupazione del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva.