05 Nov 21

Quando saremo a rischio zona gialla?

Ricapitolando…
Zona bianca. Meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. In caso di contagi settimanali tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10% e che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15%. Se i due parametri sono entrambi superati si passa in fascia gialla.

Zona gialla. Anche se i casi settimanali superano i 150 settimanali ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non supera il 20% oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30% si sta in zona gialla. Scatta l’arancione se entrambi i parametri sono superati.

Zona rossa. Incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 casi ogni 100mila abitanti e si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 40% e quello in terapia intensiva supera il 30%.

La fondazione Gimbe rileva nell’ultima settimana un +16,6% di nuovi casi; +14,9% di ricoveri e +12,9% in terapia intensiva.

In tutte le Regioni tranne Marche, Molise, Piemonte, Sicilia e Umbria si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. 43 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100mila abitanti ma la media italiana è del 5% di p/letto occupati in area medica e del 4% in terapia intensiva, con 142 casi in più pari appunto al 16.6% di nuovi casi.

L’Abruzzo ha una variazione del 21.3% di casi in più settimanali, con il 5% di posti letto occupati sia in area medica che in terapia intensiva. Fino al 2 novembre la provincia dell’Aquila ha registrato +77 casi; Teramo +59; Chieti +29; Pescara +26 sempre ogni 100mila abitanti.

Siamo dunque lontani dalla zona gialla.

Silvio Brusaferro

Tuttavia l’Istituto superiore di Sanità ha rilevato un’incidenza settimanale in risalita, 53 casi su 100mila. Un Rt pari a 1.15 in risalita e al di sopra della soglia epidemica. Tutte le Regioni sono a rischio moderato ed è in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione.

Nino Cartabellotta

Torniamo quindi all’urgenza di alimentare subito la fase vaccinale. Secondo la fondazione Gimbe entro fine anno saranno 7,4 milioni i candidati alla terza dose, pari a circa 800mila somministrazioni settimanali. A questi vanno aggiunti circa 748 mila under 60 vaccinati con Johnson&Johnson entro fine giugno, per un totale di oltre 12 milioni di persone da coprire con la dose di richiamo, è indispensabile accelerare la somministrazione delle terze dosi che implica una grande sforzo organizzativo, rileva il presidente Nino Cartabellotta, anche con il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie.

Qual è la prospettiva?

Hans Kluge, direttore per l’Europa dell’Oms, ha esortato i governi a reintrodurre o mantenere le misure di prevenzione e distanziamento sociale, se continua così, potremmo avere un altro mezzo milione di vittime per il Covid in Europa e in Asia entro il primo febbraio prossimo e 43 Paesi europei dovranno affrontare una nuova pressione ospedaliera.

Nel mondo abbiamo superato i 5mln di morti per covid, oltre 1mln e 434mila in Europa, più di 130mila decessi nel nostro Paese.