21 Ott

Pd, la situazione Covid è fuori controllo

La situazione dell’epidemia Covid-19 nel nostro territorio è pressoché fuori controllo, così il documento elaborato dalla Commissione Sanità del Pd, presentato stamattina dalla parlamentare Stefania Pezzopane, con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, i colleghi del Comune Stefano Palumbo e Stefano Albano, ed Eva Fascetti, dirigente medico e del partito. 

Questo territorio era stato risparmiato grazie ad una nostra marginalità territoriale rispetto ai primi focolai di febbraio del nord Italia. All’inizio dell’epidemia italiana, come sempre in spirito collaborativo, avevamo rivolto 13 domande alla Regione e alla Asl, era il 15 aprile scorso, rilevano gli amministratori.

L’epidemia si frena con i tracciamenti, facendo tamponi e tracciando i contatti, si legge nel documento. Contatti che vanno ricostruiti ed analizzati con precisione, per una vera e propria mappa che disegni i contatti dei contatti. Sui tamponi c’è una grande confusione, non vengono fatti con la necessaria rapidità allo scadere dei dieci giorni, né vengono eseguiti sui conviventi. Questo è un problema soprattutto per studenti e scolari. Mettere in quarantena un bambino o un giovanissimo, vuol dire mettere in quarantena almeno un genitore; ma vuol dire anche, paradossalmente, che gli altri membri della famiglia possono andare in giro come possibili trasmettitori del virus.

Tampone agli studenti in quarantena nella sesta giornata dal contatto avuto e non alla decima, è la prima proposta riportata nel documento del Pd.

Non si stanno facendo i tracciamenti. Le telefonate, poche, chiedono solo se si ha o meno febbre. I tracciamenti sono fai da te, legati a chi comunica la propria positività sui social, a telefonate tra amici, o a interventi dei medici di famiglia.

Potenziare il tracciamento, coinvolgendo Esercito e volontariato. E in più 20 postazioni telefoniche. 

Le Usca non stanno funzionando. Fino a due giorni fa sono state lasciate lavorare con soli 3 medici. Ridicolo e gravissimo. Regione Abruzzo e Asl n.1 si sono fatti cogliere assolutamente impreparati. Le misure comunicate ieri dalla Asl sono chiaramente insufficienti. Attualmente le Usca, per visitare un paziente sintomatico anche grave, impiegano più di 24 ore, se non di più. Questo è il modello lombardo che tanto ci è costato in termini di vite umane.

Portare ad almeno 30 i sanitari della Asl per le Usca, uno ogni 10mila abitanti. Reclutare gli infermieri tra i volontari formati e i medici tra gli specializzandi in Medicina e nelle graduatorie.

Potenziare il laboratorio della Asl dell’Aquila e chiarire i termini di collaborazione con Dante Labs. In questo momento può essere una risorsa.

Reperire il personale. Lo avevamo chiesto mesi fa, proseguono. Quante assunzioni sono state fatte? In quali servizi sono stati collocati gli eventuali assunti?

La vaccinazione antinfluenzale è decisiva. Abbiamo pochissimi vaccini. Perché?

Acquisire i vaccini necessari e coinvolgere giovani medici per la somministrazione, affiancando i medici di base.

Roberto Speranza

Vogliamo chiarezza e trasparenza e chiarimenti sulle pesanti dichiarazioni sull’ospedale Covid di Pescara. Vertici sanitari regionali lo hanno definito una “semplice estensione” dei reparti ospedalieri di rianimazione e malattie infettive di Pescara. Sarebbe una cosa gravissima, visto che la struttura realizzata in tempi record e con le procedure d’emergenza covid-19 ha assorbito gran parte delle risorse destinate ad affrontare una possibile emergenza e sarebbe dovuto divenire ospedale covid di riferimento regionale. Le dichiarazioni a cui si fa riferimento saranno inviate a Domenico Arcuri, al Dipartimento di Protezione Civile e al ministro della Sanità Speranza per segnalare che con oltre 11mln di euro, ad oggi, sono stati attivati, con la collaborazione della rianimazione di Chieti e Pescara, solo 11 posti letto sui 214 previsti; di cui 40 di terapia intensiva. Peraltro non basta avere i posti sulla carta, serve personale e un’organizzazione di vera emergenza su base regionale perché quella struttura accolga eventuali pazienti, emergenza per la quale è stato realizzato, con ben 11mln di risorse pubbliche per rafforzare le terapie intensive e con donazioni.