17 Dic 21

Parco Sirente Velino, bocciati i 13 edifici

Ieri, il Comitato Valutazione Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, ha dichiarato inammissibile la richiesta della società Biocasa Srl di  un nuovo parere sulla Valutazione di Incidenza Ambientale, dopo quello del 2014, per la realizzazione di 13 villette in località Prato della Madonna nel Parco regionale Sirente-Velino.

Lo comunica Stazione Ornitologica Abruzzese, che qualche giorno fa aveva denunciato il deposito dell’istanza da parte della società al Comitato V.I.A. della Regione, per ottenere un nuovo parere favorevole sulla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (normata dal D.P.R.357/1997) attinente i siti di interesse comunitario per flora e fauna. Solo che per farlo hanno richiamato una norma introdotta con il Decreto Semplificazioni del 2020 che però riguarda la diversa procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (normata invece dal D.lgs.152/2006). Stazione Ornitologica Abruzzese, nonostante i tempi ristretti, ha mandato una nota alla Regione facendo notare il riferimento normativo del tutto errato e chiedendo di respingere l’istanza.

Peraltro il Consiglio di Stato, dopo la vittoria al Tribunale Amministrativo Regionale di LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli, Italia Nostra onlus e Mountain Wilderness Italia che avevano fatto ricorso con il supporto della SOA contro il parere favorevole della Regione del 2014, ha rigettato per ben due volte i ricorsi della Biocasa srl con le sentenze n.8424 del 20 dicembre 2020 e n. 6634 del 3 ottobre 2019.

I costruttori pretendevano il via libera per ben 13 edifici sacrificandone uno sul bordo per lasciare qualche centinaio di mq a una specie rarissima e tutelata a livello comunitario presente nell’area, la Klasea lycopifolia. Praticamente in un’area protetta alle specie rare si lascerebbero gli strapuntini ai bordi del nuovo cemento!, rilevano gli attivisti. La Regione deve dire chiaramente che in un Parco, e non solo lì, bisogna finirla con il cemento imponendo il consumo di suolo zero. Tra l’altro i paesi dell’area sono stracolmi di villette e altri edifici vuoti degli anni ’70, sarebbe folle sacrificare aree di enorme valore naturalistico.