04 Mag

Porta Leoni, palazzine Ater al Comune

Passaggio di consegne formale, questa mattina, del complesso residenziale di Porta Leoni Ater al Comune dell’Aquila, che utilizzerà l’area per realizzare parcheggi a servizio del centro storico. 

Oltre al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e al presidente dell’Azienda, Isidoro Isidori, hanno partecipato alla cerimonia informale, che si è svolta nello spazio davanti le case popolari, anche il vice presidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, l’assessore regionale con delega all’Erp, Guido Liris, i componenti del cda Ater, Serena Parlante e Massimo Scimia, l’assessore comunale alla Mobilità, Carla Mannetti, i consiglieri comunali Francesco De Santis e Laura Cucchiarella, dirigenti e funzionari dell’ente comunale e dell’Ater. 

Il progetto esecutivo da 1,4 milioni di euro per la demolizione degli edifici e la realizzazione di circa cento stalli per le automobili è già pronto e siamo in attesa della valutazione da parte della Soprintendenza, in considerazione della vicinanza con le mura urbiche. Contiamo di iniziare con le opere entro l’autunno, ricorda il sindaco in una nota istituzionale.  Il parcheggio a raso è il primo stralcio di un intervento più ampio, in attuazione del piano di ricostruzione che prevede un parcheggio interrato. C’è stata una costante interlocuzione per definire la permuta tra i beni del Comune, 55 alloggi derivanti dalla cosiddetta abitazione equivalente, e quelli dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale. È un momento importante per la città per cui ringrazio il presidente Isidori, assessori e le strutture amministrative del Comune e  dell’Ater che hanno consentito di tagliare questo traguardo.

L’accordo, che dopo il via libera in giunta dovrà essere approvato dal Consiglio comunale, è solo una delle risposte che questa amministrazione fornisce a residenti e commercianti sui parcheggi: abbiamo chiuso da tempo l’intesa con il Consiglio regionale e siamo in attesa di un’ultima autorizzazione da parte della Struttura di missione per far partire, contemporaneamente, sia i lavori di ripristino del tapis roulant del megaparcheggio sia quelli per la realizzazione del tunnel di collegamento tra il terminal Natali e viale Rendina, aggiunge il primo cittadino.

Questa consegna, ha dichiarato Isidori,  è frutto di un lavoro molto rilevante, riunioni e incontri che hanno consentito di definire un accordo di cui beneficeranno la comunità, gli enti e i cittadini che eventualmente decideranno di trasferirsi negli immobili di cui diventerà proprietaria l’Ater. Un’operazione che consentirà non solo di valorizzare un luogo importante per la città, ma che comporterà anche un risparmio per l’Azienda. Ringrazio il sindaco, con cui ci siamo confrontati spesso per individuare la soluzione migliore, il cda Ater, le strutture tecnico-amministrative per il supporto, gli assessori Imprudente, Liris e Ferella per il continuo dialogo di questi mesi.

 

Porta Leoni, Romano: “Molti nodi da sciogliere”

Su Porta Leoni la collettività sta pagando ben 11 milioni di euro per 89 posti auto a raso tra le mura storiche e la basilica di San Bernardino. Un parcheggio che sarà realizzato con i 4 milioni del Cipe concessi alla precedente amministrazione solo in virtù del recupero dell’area e per un progetto ben diverso, commenta in una nota Paolo Romano, capogruppo Italia Viva.

Paolo Romano

Quest’amministrazione nella disperata ricerca di alzare il sipario su opere strategiche mai partite non si accorge che il tempo concesso alle loro rappresentazioni in città è arrivato a scadenza; consapevoli dell’inesistenza dei risultati negli ultimi quattro anni oggi sono costretti a inventare una consegna dell’area di porta Leoni ben prima che il Consiglio comunale si pronunci sul valore delle permute e in assoluta assenza di qualsiasi progetto, se non consideriamo una laconica planimetria di un parcheggio a raso sulle mura che potrà riservare anche future sorprese. Mi chiedo come possa non curarsene il presidente della Commissione territorio che può esercitare il potere di iniziativa sulla discussione e agevolare perlomeno un confronto in una sede istituzionale. Molti sono i nodi da sciogliere e non tutti riguardano il valore dell’area da permutare che in tre anni è comunque passato, inspiegabilmente, da sette a undici milioni di euro; un interrogativo su tutti riguarda la durata della provvisorietà del parcheggio a raso che, così come è stato pensato, ha più il sapore di un escamotage elettorale a solo discapito della città per una incompiuta che potrebbe diventare definitiva che quello di ridurre l’effettiva mancanza di parcheggi a servizio del centro storico.