12 Gen 22

Pums, senza scenari di sviluppo urbano

Si poteva e si doveva chiudere, nel corso di questa consiliatura, il lavoro per dotare finalmente la città di un nuovo Piano regolatore generale, indicando così, intorno a quali nuove centralità e scenari di sviluppo urbano, ripensare e innovare il sistema della mobilità, così in una nota stampa le minoranze consiliari.
I riferimenti agli atti fondamentali su cui poggia il Pums votato ieri, cioè il Prg vigente (1975), il Piano Strategico (2012) e il Piano di Ricostruzione (2012) appaiono in tal senso come una involontaria autodenuncia rispetto al nulla prodotto in questi anni.

Stefano Palumbo

Una conferma che si coglie anche sull’impostazione del Pums rispetto al trasporto pubblico, dov’è considerata centrale la realizzazione del metrobus, progetto che sarà realizzabile grazie al finanziamento di 6,5 milioni di euro che l’allora sindaco riuscì a ottenere con una rimodulazione del fondo assegnato dal Ministero per la realizzazione dell’incompiuta metropolitana, rilevano ancora le opposizioni.

Del Pums, pur condividendone la filosofia dettata dalle innovazioni normative legate ad obiettivi di sostenibilità ecologica, a preoccuparci è l’incapacità manifesta di tradurre in tempi ragionevoli le buone intenzioni in interventi attuativi.

Si annuncia oggi la pedonalizzazione del centro storico entro i prossimi cinque anni, ma nulla nei precedenti cinque rispetto all’esigenza di dotare la città di adeguati parcheggi fuori la cinta muraria, con progetti come quello previsto su viale della Croce Rossa definanziato, quello di Porta Leoni rimodulato, quello dell’ex Inam scomparso dai radar. Nulla si è fatto anche per la decongestione del traffico urbano, realizzabile a nostro avviso, attraverso l’utilizzo delle due complanari a nord e a sud della città, con l’agevolazione o totale gratuità della tratta autostradale L’Aquila est/L’Aquila ovest e l’adeguamento almeno dei lotti A e B della Variante Sud, avendo una disponibilità di oltre 100 milioni di euro assegnati all’Anas dal 2014.

A distanza di dieci anni dall’approvazione del Piano urbano della mobilità, Pum, il Consiglio comunale dell’Aquila ha provveduto ieri al suo aggiornamento votando il Piano urbano della mobilità sostenibile. Un tema mai come adesso centrale rispetto alle politiche legate alla transizione ecologica e alla rigenerazione urbana, capisaldi dello stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma fortemente condizionato da una pianificazione urbanistica che dovrebbe sovrintendere e guidare qualsiasi altra strategia e che effettivamente non c’è ancora.

La nostra città ha necessità di ripensarsi, sulla mobilità come su tanti altri settori, con coraggio e secondo una visione aperta alle sfide del tempo, ma soprattutto attraverso una capacità amministrativa in grado di tradurre operativamente le tante enunciazioni, concludono i consiglieri.