11 Mar

Nuovo piano, prima anziani e fragilità

Precedenza ai più anziani e alle persone fragili e poi a scendere per fasce d’età. E’ il nuovo piano vaccinale che dovrà uniformare le scelte in tutte le Regioni con regole uguali per tutti evitando così privilegi e trattamenti di favore per categorie non considerate prioritarie. Su cui indaga la magistratura in diversi territori, e in Abruzzo, c’è un fascicolo aperto sul pescarese.

Stavolta non ci si potrà sbagliare oppure dire non c’ero e se c’ero dormivo, il criterio principe da seguire sarà quasi esclusivamente anagrafico: si parte dai più anziani per arrivare ai più giovani, dando precedenza ai soggetti con patologie o disabilità gravi, riconosciute dalla Legge 104.

Entro marzo Confindustria terminerà un’indagine sulle associate per censire chi è disposto a fornire spazi per le vaccinazioni. Le grandi imprese potrebbero vaccinare i dipendenti direttamente in azienda, se c’è il medico aziendale; le piccole potrebbero rivolgersi agli ambulatori. E’ questa una prima novità per agevolare la campagna allargando la platea di luoghi e di possibili vaccinatori.

Ai medici di famiglia e agli specializzandi si aggiungeranno anche gli odontoiatri, è stato raggiunto un accordo che potrebbe portare fino a 60mila dentisti pronti a vaccinare, ma sempre su base volontaria. Coinvolti anche i medici militari e quelli della Croce rossa, forse anche infermieri e farmacisti.

Intanto però, bisognerà completare le vaccinazioni del personale sanitario, degli ultra 80enni, del personale della scuola, dei militari e delle forze dell’ordine. Dopodiché arriverà il criterio anagrafico a cominciare da chi ha più di 70 anni, insieme alle categorie fragili che rientrano in una delle 14 patologie comprendenti malattie respiratorie e circolatorie. Per quest’ultimi il vaccino somministrato sarà sicuramente quello di Pfizer o Moderna e la somministrazione sarà predisposta solo nei centri ospedalieri.

Le categorie prioritarie del nuovo piano vaccinale sono:

Categoria 1: elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili; disabilità grave).
Categoria 2: persone di età compresa tra 70 e 79 anni.
Categoria 3: persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni.
Categoria 4: persone con comorbidità di età inferiore a 60 anni, senza gravità come per le persone estremamente vulnerabili.
Categoria 5: resto della popolazione di età inferiore a 60 anni.

Ogni Comune con più di 50mila abitanti dovrà dotarsi di un grande centro vaccinale tipo piazzali delle stazioni, parcheggi dei centri commerciali, centri congressi, palazzetti dello sport e stadi.
Ci saranno di nuovo i drive through della Difesa, senza scendere dall’auto come per i tamponi.
E per i centri isolati e interni saranno utilizzati 150 nuclei vaccinali mobili della Difesa, con specifiche giornate di vaccinazione. Contribuirà la Protezione civile con altre postazioni mobili.

L’obiettivo del Governo è quello di inoculare la prima dose del vaccino a più persone possibili, anche ritardando il richiamo, così come ha scelto di fare il Regno Unito abbattendo i contagi del 40% e riducendo i decessi di un terzo.

Per AstraZeneca il richiamo è previsto a 12 settimane, ma questo termine potrebbe essere allungato per privilegiare le prime somministrazioni più diffuse. Per Pfizer il richiamo dovrebbe restare a 21 giorni e per Moderna a 28 giorni. Johnson&Johnson, che dovrebbe essere sul mercato a breve, non richiede una seconda dose.

La nuova bozza del piano vaccini è stata presentata oggi in Conferenza unificata Stato/Regioni.