14 Ott

Il Consiglio di Stato boccia Megalò2

Ora si proceda con l’obbligo di demolizione di quanto costruito senza permessi legittimi e con le richieste di risarcimento a chi, nelle pubbliche amministrazioni, ha creato danni alla collettività, così Nicoletta Di Francesco, presidente WWF Chieti Pescara, commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha posto la parola fine al progetto Mirò, comunemente noto come Megalò 2, che prevedeva un’ulteriore cementificazione a ridosso del fiume. Il supremo organo di giustizia amministrativa ha ribadito quanto già affermato dal Comitato VIA e dal Tar di Pescara, si legge in una nota stampa, i permessi a costruire sono scaduti e nessuna ulteriore proroga sarebbe stata possibile in conseguenza della ‘intervenuta e sostanziale modificazione delle condizioni ambientali, infrastrutturali, idrauliche e socio economiche del contesto territoriale’.

Un concetto già espresso sia dal Comitato VIA che dal TAR, ma che evidentemente non ha convinto il Comune di Cepagatti, organizzatore della conferenza di servizi poi annullata dalla giustizia amministrativa su ricorso della Regione appoggiata anche dal WWF e da Confcommercio, Confesercenti e CNA, le organizzazioni che da anni si battono contro le costruzioni a ridosso del fiume Pescara per i danni ambientali, economici e sociali che arrecano al territorio.

Non li ha convinti a tal punto che il ricorso della SILE, la società oggi interessata al progetto, al Consiglio di Stato, è stato sostenuto dall’amministrazione di Cepagatti e dal SUAP chietino-ortonese, quest’ultimo, che non era stato citato nel giudizio, con un ricorso autonomo affidato non agli avvocati del Comune di Chieti ma a uno studio legale esterno, con ulteriori spese a carico dei contribuenti.

La lunga battaglia sul piano politico e spesso anche legale che WWF, Confcommercio, Confesercenti e CNA portano avanti da anni, recentemente accanto al Comitato VIA e alla Regione, commenta il legale Francesco Paolo Febbo, vuole tutelare il territorio anche sul piano economico ma soprattutto, e lo dico da socio e attivista del WWF, su quello ambientale: costruire nelle zone a rischio è una follia, come lo è illudersi di poter governare le forze della natura con una barriera di contenimento. La tragedia di Rigopiano e quelle di questi giorni in tutta Italia dovrebbero averci insegnato qualcosa.


Megalò due, per ora non si demolisce

Il Comitato regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale, VIA, è tornato a occuparsi delle costruzioni parzialmente realizzate accanto al centro commerciale Megalò, avviate sulla base di una conferenza di servizi indetta dal Comune di Cepagatti, subito contestata dalla Regione e annullata con sentenza del Tar Abruzzo sezione di Pescara.
Questa volta il Comitato VIA ha dovuto pronunciarsi sulla nota di diffida e comunicazione di Avvio della procedura sanzionatoria (…) da parte del Servizio Valutazioni Ambientali del 9 aprile scorso, relativa proprio alle costruzioni.
Su questa procedura la SILE Costruzioni aveva presentato controdeduzioni mentre il WWF si era inserito nel procedimento con proprie articolate osservazioni, scrive in una nota, sostenendo, tra le altre cose che i titoli abilitativi citati da SILE non sono affatto validi come dalla ditta sostenuto in quanto annullati con sentenza n. 69/2019 dal Tar Abruzzo, sezione staccata di Pescara, previo ricorso presentato dalla Regione Abruzzo e che appare del tutto privo di significato affermare che non è stata formalmente asserita la decadenza del giudizio VIA n. 1925/2012, per il quale era invece intercorso il decadimento d’ufficio per la scadenza dei termini di validità e per il mancato rispetto della prescrizioni alle quali tale giudizio era subordinato.
Il Comitato ha esaminato la questione e ha deciso di sospendere il procedimento sanzionatorio già avviato in attesa della sentenza del Tar in relazione al ricorso presentato dalla SILE che chiede l’annullamento delle varie bocciature pronunciate da marzo 2017 in avanti dal Comitato VIA stesso. Per inciso, il Tar ha già detto no alla sospensiva con l’ordinanza n° 41/2019 mentre non è stata ancora fissata la data per l’udienza di merito.
Per quanto riguarda i lavori di messa in sicurezza dei cantieri, si parla solo di quelli e non certo di attività di completamento, il Comitato VIA rimanda la decisione, per le rispettive competenze, ai Comuni di Chieti e Cepagatti specificando chiaramente che si tratta di eventuali ulteriori interventi per la messa in sicurezza. Il Comitato infine, rispondendo ad una esplicita sollecitazione del WWF, precisa che al momento, in attesa delle definitive decisioni della magistratura, non ricorrono le condizioni per ordinare la demolizione delle opere.
La SILE, in sede di audizione ha infine richiesto per l’ennesima volta il riesame della questione. Il WWF e certamente anche altre associazioni non mancheranno di presentare le proprie osservazioni in difesa del territorio contro un’opera progettata in un posto sbagliato che, se malauguratamente realizzata, aumenterebbe a dismisura il rischio per i cittadini e la collettività. 12 giugno 2019.