27 Dic 21

Gimbe, introducete l’obbligo vaccinale

Secondo gli ultimi rilievi della fondazione Gimbe gli attuali scenari pandemici impongono scelte politiche tempestive e rigorose, perché i vaccini da soli potrebbero non essere sufficienti a contrastare l’avanzata della variante, come già ribadito dall’ECDC e dall’OMS.

Tra le azioni non ancora recepite dal Governo, Gimbe consiglia di introdurre immediatamente l’obbligo vaccinale per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico e nel medio periodo per tutta la popolazione; allineare la validità del Green pass rafforzato ai tempi stabiliti per la somministrazione della dose di richiamo; incentivare lo smartworking ed emanare norme per una corretta areazione e ventilazione nei locali scolastici e nei luoghi aperti al pubblico.

Anche l’Abruzzo con il 10.5%, ha superato la soglia critica del 10% delle terapie intensive ed è al 9.7% (soglia massima 15%) dei posti letto in area medica, ma la situazione potrebbe peggiorare, bisogna quindi spingere con i vaccini.
Secondo i rilievi della fondazione le persone che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 150 giorni pronte per la terza dose sarebbero oltre 33,5 milioni.

Considerato che al 21 dicembre sono state somministrate oltre 15,8 milioni di terze dosi, avrebbero diritto alla terza dose oltre 17 milioni di persone, un numero irraggiungibile, secondo Gimbe, con i target attuali. Il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 51,2% con nette differenze regionali, dal 38,6% della Sicilia al 62,4% della provincia autonoma di Bolzano, l’Abruzzo è al 51.4% di copertura.

Nino Cartabellotta

Inoltre dei 9,67 milioni di persone senza nemmeno una dose al 21 dicembre, spiccano i 3,55 milioni della fascia 5-11 anni nella quale sono da poco iniziate le somministrazioni e continuano a preoccupare i 2,37 milioni di over 50 ad elevato rischio malattia grave e ospedalizzazione.

La necessità della dose booster/richiamo è ben documentata dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale dopo 150 giorni dal completamento del ciclo primario, ricorda come sempre la fondazione. In particolare:

l’efficacia sulla diagnosi scende in media dal 73,4% per i vaccinati entro 150 giorni al 35,8% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 75,5% dopo il richiamo;

l’efficacia sulla malattia severa scende in media dal 92,7% per i vaccinati entro 150 giorni all’82,6% per i vaccinati da più di 150 giorni, per poi risalire al 93,4% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 62,7-78,9%) soprattutto di malattia grave (dell’83-93,3% per ricoveri ordinari; del 91,4-97% per le terapie intensive) e decesso (del 78,3-96,3%).