15 Ott

Mln di tamponi, urge l’obbligo vaccinale

Scendono ancora i nuovi casi positivi al Covid-19 (-13,5%), i ricoveri in area medica (-10,2%) e in terapia intensiva (-14,5%), con un ulteriore crollo delle prime dosi (-23,2% in sette giorni) e 3,8 mln di lavoratori non vaccinati, è forte il rischio di un caos tamponi, secondo il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe.

Secondo il report la platea vaccinabile con la terza dose non è ancora stata aggiornata negli Open data sui vaccini anti-Covid-19 rispetto all’ultima estensione, restando dunque ferma a quota 7,6 milioni di persone secondo le categorie previste dalla precedente circolare ministeriale e cioè, in una prima fase over 80; ospiti e personale sanitario e socio-sanitario delle RSA; successivamente gli operatori sanitari, con priorità per gli over 60 o vulnerabili a forme di Covid-19 severa per patologie concomitanti, per arrivare con l’ultima circolare, a tutti gli over 60 e ai maggiorenni fragili con specifiche patologie.
Al 12 ottobre 2021 sono state somministrate 389mila 764 dosi con un tasso di copertura del 5,1%, e notevoli differenze regionali: dal 18,3% del Molise allo 0% della Valle D’Aosta, in Abruzzo siamo al 2.9%.

A leggere il monitoraggio, con la progressiva estensione del green pass il numero dei tamponi antigenici rapidi è aumentato del 57,7% in un mese. La spinta gentile del green pass, commenta il presidente Cartabellotta, ha avuto un’efficacia modesta. Considerato che la certificazione verde viene rilasciata a 15 giorni dalla prima dose e vista l’imminente decorrenza dell’obbligo di green pass per i lavoratori, già da fine settembre doveva essere visibile una netta risalita dei nuovi vaccinati, ma così non è stato.

Dal 15 ottobre il fabbisogno settimanale stimato di tamponi antigenici rapidi è compreso tra 7,5 e 11,5 milioni.

Nino Cartabellotta

La politica e il mondo del lavoro devono fare i conti con alcune ragionevoli certezze, aggiunge Cartabellotta. Innanzitutto l’attuale sistema che punta su farmacie e centri autorizzati non potrà garantire, almeno nel breve termine, un’adeguata offerta di tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato; in secondo luogo le proposte avanzate negli ultimi giorni, estendere validità dei tamponi a 72 ore, tamponi “fai da te”, oltre a non avere basi scientifiche presentano rischi di tipo sia sanitario, sia medico-legale e assicurativo; infine, il numero dei nuovi vaccinati già da alcune settimane lasciava presagire un consistente zoccolo duro di lavoratori che, nonostante l’approssimarsi del 15 ottobre, non intende vaccinarsi volontariamente. Considerato che la ‘spinta gentile’ del green pass non ha prodotto i risultati auspicati e che si rischia il caos, con centinaia di migliaia di lavoratori sprovvisti della certificazione verde di fatto impossibilitati ad effettuare un tampone, il Governo deve prendere in considerazione l’obbligo vaccinale, consentendo l’uso del tampone per ottenere il green pass solo dopo la prenotazione del vaccino e fino a due settimane dopo la somministrazione della prima dose.