22 Lug

Dl semplificazioni, ambiente in rivolta

Falde acquifere inquinate abbandonate a se stesse; taglio della partecipazione dei cittadini alla Valutazione di Impatto Ambientale; complicazioni nei procedimenti di bonifica; aumento delle poltrone con la costituzione di una seconda commissione nazionale VIA; procedure di favore per le opere fossili spacciate come Semplificazioni in materia di green economy, il decreto varato è  un attacco frontale all’ambiente e ai diritti fondamentali dei cittadini, così in una nota Forum H2O e il mondo dell’associazionismo ambientale che critica la proposta.

Per quanto riguarda i Siti Nazionali di Bonifica, individuati dallo Stato come le aree più inquinate del paese in base al Testo Unico dell’Ambiente, d.lgs.152/2006, non si procederà, come si fa oggi, direttamente alla caratterizzazione delle aree, cioè con il delicato e stringente processo di ricostruzione della contaminazione, con l’art. 53, si potrà presentare una semplice ‘indagine preliminare’, come avviene per un sospetto inquinamento in qualsiasi altra area del Paese. Si aggiunge comunque un ulteriore passaggio al Ministero dell’Ambiente, si legge ancora nella nota, che è già vergognosamente indietro con le bonifiche e che, grazie anche a questo decreto, diventano un vero e proprio miraggio tra le lungaggini di ogni tipo, con risparmi miliardari alle aziende che hanno inquinato.

Vi è però di peggio, ed è un tana libera tutti per i grandi inquinatori delle acque sotterranee, scrivono gli attivisti, visto che all’art.53 si introduce il micidiale comma 4 quater che prevede testualmente, la certificazione di avvenuta bonifica di cui all’articolo 248 può essere rilasciata anche per la sola matrice suolo… a cui segue lo svincolo delle relative garanzie finanziarie, che l’inquinatore deve depositare al momento della segnalazione dell’avvenuta contaminazione. E la bonifica dell’acqua sotterranea contaminata, spesso a livelli di decine di migliaia di volte oltre i limiti di legge, che fine fa, se tolgono anche la deterrenza delle garanzie finanziarie?

Un vero e proprio incentivo a non bonificare che varrà per i grandi gruppi che hanno inquinato, visto che si applica solo ai Siti Nazionali di Bonifica e non già agli altri siti contaminati ‘normali’. Un vero e proprio paradosso, insieme all’ulteriore norma che esclude per i Siti Nazionali di Bonifica l’applicazione delle procedure semplificate introdotte nel 2014 con l’art. 242 bis proprio per velocizzare le bonifiche, ripulendo tutto senza ricorrere all’analisi di rischio che porta lungaggini e bonifiche più blande e meno costose.

All’art. 50 il decreto taglia la partecipazione dei cittadini. Si sacrificano così, i già brevi termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini su progetti enormi, dalle raffinerie alle centrali termo elettriche, gasdotti, trivelle e altre grandi opere, costituiti da centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine.

Nella verifica di assoggettabilità a Via si passa da 45 giorni a 30; nella VIA ‘normale’ restano 60. Nella VIA nazionale tramite Conferenza dei servizi simultanea da 60 a 30 giorni; nella VIA regionale da 60 a 45 giorni. 

Poi, prosegue la nota, all’art.51 del decreto la vera e propria elusione della Valutazione di Impatto Ambientale per il potenziamento di opere esistenti stradali, ferroviarie e idriche, una violazione netta della Direttiva comunitaria 2014/52 che obbliga di assoggettare a VIA le varianti sostanziali di queste opere, con prevedibili ricorsi, condanne e costi per adeguarsi.

Infine si moltiplicano le poltrone, costituendo una seconda commissione VIA nazionale specifica per le opere del Piano Clima Energia. Grandi slogan, ma dentro questo piano ci sono i gasdotti che trasportano metano, un fossile e pericoloso gas clima alterante. Basta però, mettere la norma, sotto il titolo accattivante, Semplificazioni in materia di green economy, e i cambiamenti climatici saranno solo un ricordo.

Il decreto andrà ora in Parlamento per la conversione in legge. Se i parlamentari non avranno un sussulto, troveranno pronti alla mobilitazione le realtà firmatarie di questo comunicato per difendere territori e cittadini, conclude la nota.

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