03 Giu

Dal 3 giugno, ripartiamo tutti a mille

Da oggi, libera circolazione tra le Regioni. Anche se in alcune Regioni non è ancora tempo, anche se, come diceva Crimi l’altro giorno, forse è meglio aspettare, forse è meglio rimandare, in Lombardia ancora si muore.

Fontana ha deciso, sono pronti, ha riaperto piscine e centri sportivi, Sicilia  e Sardegna non si fidano già sapendo che saranno invase, ma il sud non ha voce. Il ministro per gli Affari regionali Boccia è stato chiaro, qualsiasi provvedimento restrittivo potrà essere impugnato. I lombardi andranno dove vorranno, liguri e piemontesi pure, distanziamento igiene e divieto di assembramento, con l’impegno pubblico a rafforzare le terapie intensive, pronti ad intervenire per chiudere nuovi focolai ed impedire il dilagare del contagio. Eventualmente.

Giuseppe Conte

Decide Roma, decide sui governatori fai da te di Sardegna e Sicilia, e decide sulle altre Regioni del centro sud che temono un’invasione incontrollabile come il Lazio, che vorrebbe fare tamponi, la Campania e la Puglia.

La forzatura verso quel nord che non ha i dati a posto potrebbe significare per Conte appoggi sicuri nella Fase 4, quella in cui basta sussidi, si parlerà di rilancio e non potrà restare isolato, è pura strategia perché quando dovrà decidere sulla ripresa economica e dovrà ragionare con chi comanda, non vorrà trovarsi solo. La salute verrà ancora una volta dopo gli interessi, com’è venuta dopo la produttività nelle fabbriche del laborioso nord, chiuse troppo tardi, nella fase più acuta del Covid 19.

Eravamo partiti dai dati giornalieri sui contagi, per scoprire che non sono attendibili perché riguardano solo chi fa il tampone, per arrivare alle pagelle delle Regioni con 21 parametri da rispettare la cui media, alla fine, con Attilio Fontana sul piede di guerra, è diventata uno stiamo tutti bene, basterà stare attenti alle distanze e all’igiene. Osservate speciali saranno Lombardia, Piemonte e parte del Trentino.

Vincenzo De Luca

E poco importa che l’economia del sud, quella della ristorazione, dei bar, dei pub e dei servizi zoppica nella ripresa e paga lo scotto di aver dovuto chiudere tutto, perché bisognava far finta che anche qui da noi, nelle aree interne, dove per cercare un assembramento post sisma c’è sempre voluto  il lanternino, bisognava stare a casa. Tutti insieme. Neanche la camminatella in solitaria, ne avrebbe risentito l’umore della Lombardia. Neanche le legittime paure della Grecia, il ministro degli Esteri andrà ad Atene e gliela farà vedere con Zaia, pronto a chiudere il Veneto, mentre l’Austria prende tempo. 

Ripartiamo quindi a mille. Va tutto bene. Termo scanner alle stazioni, ma non a tutte, e poi la stagione estiva, il mare, il sole, gli ombrelloni che comunque non saranno alla distanza consigliata dagli scienziati, no, sempre meno, sempre a guadagnare qualcosa in più da parte dei gestori per arrivare a vedere quanto non sia cambiato granché, negli chalet, rispetto alla scorsa stagione.

Così come per le spiagge libere, i Comuni non hanno mezzi per gestirle, per pulirle, per dotarle di servizi igienici, anche lì, faremo come viene, con le distanze da rispettare, almeno un metro sotto l’ombrellone, di più tra i vari ombrelloni, male che andrà, rimedieremo la solita multa da 400 euro minimo, che faremo in modo di pagare. Tutto normale, tutto come prima.

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