23 Set

Crollo balconi, nessuna responsabilità

Il crollo dei balconi del Progetto case a Preturo resta senza colpevoli. Realizzati secondo l’accusa con materiali scadenti, senza certificazioni, senza collante, senza adeguate misure di sicurezza e con alcuni serramenti differenti da quanto previsto nel progetto, non avranno responsabili, la fornitura pubblica ammonta a 18milioni di euro e riguarda un quartiere dell’emergenza appaltato nel post sisma 2009.

Dopo sei anni dunque, le lungaggini giudiziarie hanno favorito la prescrizione.  

Il rinvio a giudizio riguardò 28 indagati accusati di frode in pubbliche forniture, truffa ai danni dello Stato, crollo di costruzioni. Con il sequestro del Corpo Forestale dello Stato, a seguito dei crolli negli alloggi d’emergenza abitati, ed i sigilli su 800 balconi in 494 appartamenti. Sequestro anche per i beni di Futuraquila, la compagine delle tre imprese campane che vinsero l’appalto per Preturo, pari all’importo della fornitura.

Ma l’inchiesta s’è conclusa senza responsabilità. Il gup del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, ha infatti disposto il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto per Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento del Progetto case, Sergio Sabato, che sostituì il rup nel collaudo e Dino Bonadies progettista di 22 piastre antisismiche. Stessa disposizione per tecnici e funzionari comunali responsabili del Progetto case, si tratta di Mario Corridore, Marco Balassone, Carlo Cafaggi, Enrica De Paulis, Vittorio Fabrizi e Mario Di Gregorio, il reato contestato era stato rideterminato da crollo colposo a rovina di edifici.

Altri imputati sono stati prosciolti per intervenuta prescrizione sono il ministro all’Università, Gaetano Manfredi, aveva partecipato ad una commissione di collaudo per il Progetto case di Preturo, Paolo Delfanti, Gian Michele Calvi, Stefano Vitalini, Michele D’Adamo, Paolo Emilio Pinto, Edoardo Cosenza, Paolo Zanon, Claudio Moroni, Luca Pagani, Emilia Aloise, Francesco Tuccillo, Carlo De Angelis Mastrolilli, Davide Dragone, Wolf Chitis, Giampaolo Paraboschi, Fabio Serena, Roberto Gandolfi, Carmine Guarino, Markus Alois Odermatt come responsabili del procedimento a vario titolo, direttori lavori, addetti alle commissioni collaudo, responsabili della ditta fornitrice di legnami. Parti offese il Comune dell’Aquila e il Dipartimento della Protezione civile. Il fascicolo era stato trasferito a Piacenza, dove un altro filone indagava sulla ditta fornitrice dei legnami, ma poi le carte sono tornate all’Aquila. Crolli sistematici nel 2014, nel 2016 e nel 2018 e ancora dopo con una nuova tragedia sfiorata, non avranno responsabilità.