30 Lug

Cresce il contagio, si parla di terza dose

Sta crescendo il contagio un po’ in tutte le Regioni, quasi 900 Comuni in più in tutt’Italia, ha detto Silvio Brusaferro nella conferenza stampa settimanale della cabina di regia ministeriale.
In fasce d’età comprese tra i 10 e i 19 anni, 20/29 e 30/39. Nell’ultima settimana è cresciuta l’incidenza, 58 casi ogni 100mila abitanti, una variazione significativa e in alcuni territori ha superato la soglia dei 50 per 100mila ab. ciò significa ridurre le capacità di tracciamento. Il dato positivo è la percentuale contenuta di posti letto occupati in area medica, 2.9%, e in terapia intensiva, 2.2%.

Silvio Brusaferro

L’Rt è il primo indice che si muove in caso di ripartenza della curva pandemica, oggi a 1.69, quello previsto la prossima settimana mostra una stabilizzazione, il dato va confermato ma siamo sopra la soglia epidemica. Quella dell’ospedalizzazione segue, dopo una due settimane, l’andamento dei sintomatici, bisogna muoversi con prudenza e vedere l’evoluzione.

Tutte le Regioni hanno un Rt che supera l’1, l’epidemia è in crescita e l’età mediana molto bassa, 27 anni. L’età mediana dei ricoveri è stabilizzata a 49 anni; le terapie intensive a 63 anni; l’età mediana di chi muore sale ma il numero è limitato e la variante delta è ormai dominante.

Il primo antidoto è completare il ciclo vaccinale,
ha aggiunto, finché non avremo una copertura importante la prudenza è necessaria con la mascherina, evitando assembramenti, rispettando le distanze e il lavaggio delle mani come misura universale.

Cosa accadrà per la terza dose di cui si parla?

Non ci sono evidenze forti da poter dire faremo una terza dose, ha risposto Gianni Rezza. Fino almeno a 9 mesi dal completamento del ciclo vaccinale  le risposte sembrano tali da poter proteggere la maggior parte delle persone dalle forme più gravi, nel giro di un mese, si dovrà decidere sulla terza dose, chi la farà e in quali tempi. Le aziende lavorano a vaccini adattati alle varianti africana e indiana, quelli attuali e in circolazione ci stanno proteggendo, dovremo capire se usare eventualmente quelli disponibili oppure quelli adattati e modificati, sono aperte entrambe le opzioni.

Ma una volta avuto il vaccino non c’è bisogno di fare altro, bisogna far capire alla popolazione di aderire volontariamente, i vaccini possono ridurre anche la velocità di trasmissione oltre che la malattia grave, ha detto ancora.

E la contagiosità dei vaccinati con le dichiarazioni di Antony Fauci?

Sappiamo che il vaccino riduce dell’88% la probabilità di contrarre la malattia grave e sopra il 95% il rischio di cure ospedaliere e morte, ha detto infine Brusaferro. C’è quindi una probabilità tra il 10 e il 15% di contrarre il virus e solo in rarissimi casi c’è il ricovero ma il virus si moltiplica anche nei vaccinati, che possono trasmetterlo come un positivo non vaccinato, perciò si raccomanda distanziamento e mascherine anche ai vaccinati che possono infettare anche ai fragili e in maniera efficace. E’ necessario mantenere la prudenza da parte di tutti.