06 Lug

Cratere 2016, sindaci ignorati in rivolta

Come sindaci abruzzesi del cratere siamo pronti anche a restituire le fasce tricolori al Presidente del Consiglio se il pacchetto di misure per le zone terremotate non verrà inserito nel Decreto rilancio oppure nel prossimo Decreto semplificazioni.

Così il presidente Anci della Regione Abruzzo, Gianguido D’Alberto, dopo la mancata discussione degli emendamenti dedicati al cratere 2016 in Commissione bilancio alla Camera.

E’ inaccettabile, commenta D’Alberto, il fatto che non siano stati discussi gli emendamenti, per la gran parte ad invarianza finanziaria, a costo zero, e non si capisce come il Governo non si sia reso conto della delicatezza della tematica legata alla ricostruzione post sisma 2016, a distanza di quattro anni dai primi eventi sismici.

Il momento per poter adottare misure tese alla sburocratizzazione delle procedure non può che essere adesso e, non essendoci motivi finanziari ostativi, gridiamo a gran voce di poter inserire il pacchetto sisma nel prossimo decreto oggetto di conversione. In questi mesi, tutti noi Sindaci del cratere  abbiamo lavorato al fianco del commissario Legnini per un pacchetto di norme tese ad efficientare il percorso della ricostruzione Sisma Centro Italia e non tolleriamo più questa situazione di mancate risposte.

Siamo disposti a riconsegnare le nostre fasce se non otteniamo una vera risposta per la tematica sisma centro Italia. L’azione intrapresa dal commissario, come è evidente, è tesa ad un percorso che veda la ricostruzione come elemento fondamentale per le Regioni colpite. Noi Sindaci del cratere, combattiamo quotidianamente affinché vi possano essere delle risposte alle migliaia di sfollati che ancora non hanno la minima consapevolezza del loro rientro negli alloggi, ma se il Governo pensa di ignorare i nostri territori a distanza di tutti questi anni, evidentemente dimostra di non avere consapevolezza della portata della problematica.

Con la non considerazione del pacchetto ricostruzione rischiamo di assistere ad un ulteriore schiaffo ai territori del cratere. Vedere i nostri territori costretti  ancora all’elemosina legislativa è un insulto agli ancora 45mila  sfollati del sisma del centro Italia, oltre che a tutti i sindaci coinvolti.   

Giovanni Legnini

Ricordo che gli emendamenti presentati sono riconducibili a temi essenziali per i nostri territori, come la stabilizzazione del personale tecnico ed amministrativo, rafforzamento degli organici e proroga dei contratti in scadenza, con allineamento alla scadenza dello stato d’emergenza al 31.12.2021, insieme ad ulteriori misure per i Comuni (Tari e mutui); l’istituzione di un fondo stabile per lo sviluppo dell’economia del cratere mediante la destinazione di una quota delle risorse disponibili e future destinate alla ricostruzione; superincentivi sisma ed ecobonus  con un contributo per la ricostruzione delle case; semplificazione della ricostruzione pubblica e poteri straordinari per le opere più complesse, con rifinanziamento per gli anni futuri del fondo per gli interventi pubblici; revisione delle tariffe professionali dopo l’introduzione della modalità certificata dei progetti che abbiamo attuato con l’Ordinanza 100.

Si tratta di temi noti e condivisi con i Sindaci e i Ministeri competenti e che trovano corrispondenza negli emendamenti  che sono stati depositati dai parlamentari appartenenti a diversi gruppi nel corso della conversione del Decreto Rilancio.

 Condivido la posizione che hanno espresso le altre Anci regionali. Non è importante il veicolo normativo dove  queste norme  troveranno collocazione . È decisivo  invece che esse siano varate al più presto perché solo così sarà possibile completare il quadro delle misure indispensabili per far finalmente decollare la ricostruzione, alla vigilia del quarto anno dal sisma.

 Il tempo è già scaduto, noi Sindaci non staremo a guardare.

 

La ricostruzione è per noi priorità assoluta

La mancata approvazione delle modifiche volute dalla maggioranza è dovuta a semplici motivi tecnici legati all’anticipazione della chiusura dei lavori della commissione Bilancio, anticipazione voluta tra l’altro dalle opposizioni, con la conseguente mancata bollinatura della Ragioneria generale dello Stato per mancanza di tempo.

Stefania Pezzopane

Ma la sostanza politica non cambia, il completamento della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del 2009 e del 2016-2017 è una priorità assoluta per il Partito democratico, è per noi una questione nazionale.

Lo dichiarano in una nota Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, e Stefania Pezzopane, della presidenza del gruppo.

Con il Decreto sisma di novembre, infatti, abbiamo innovato profondamente il quadro normativo, il che ha consentito al commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini di poter emanare ordinanze ad hoc di forte semplificazione. Gli emendamenti presentati dal Pd e dalla maggioranza al decreto Rilancio vanno esattamente nella direzione di completare questo quadro. Vogliamo ricordare le nostre priorità: proroghe e stabilizzazione del personale; ulteriore semplificazione delle procedure; rilancio socio economico con la zona franca urbana ed il fondo del 5% per il rilancio socio economico, il sisma bonus rafforzato. Abbiamo chiesto con forza al governo, che già  nei decreti in corso d’opera, primi tra tutti il Decreto semplificazioni e lo scostamento di bilancio, inserisca subito gli emendamenti più importanti ed urgenti.

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