20 Ago

Covid hospital, aprite quelle porte…

Circa cinquanta pazienti oncologici, già preospedalizzati – di cui molti provenienti da fuori regione – attendono di sottoporsi a un intervento che necessariamente dovrà svolgersi entro il mese di settembre. Non è più possibile prolungare una sospensione di attività determinanti per la qualità della vita dei cittadini, congelate a causa della crisi pandemica, spiega il sindaco del capoluogo e presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl della provincia aquilana, Pierluigi Biondi.

Pierluigi Biondi

Anche per questo motivo ho fatto appello affinché tutti i malati covid in terapia intensiva siano concentrati presso il Covid hospital di Pescara, (l’accordo è stato poi raggiunto in un vertice in Regione ndr) centro di riferimento abruzzese, destati dal loro torpore, Stefania Pezzopane e Massimo Cialente, si sono finalmente accorti di una necessità non più rinviabile. Aprire un modulo, come il G8, per soli sei utenti, richiede la presenza di cinque anestesisti, almeno dieci infermieri e quattro operatori socio-sanitari. Impegnare questo personale con ospedalizzati Covid implica la distrazione da altre incombenze con conseguente differimento di attività determinanti per la salvaguardia dei livelli assistenziali. Anche l’assunzione di nuove unità lavorative è complessa: anestesisti e infermieri sono molto ricercati e neanche con bandi di concorso e avvisi si riesce a reperirli. Una delle criticità messe in luce dalla crisi pandemica è la cronica carenza di personale nei nosocomi, acuita in Abruzzo dal blocco del turnover all’80%, stabilito dalla precedente amministrazione regionale.

Luciano D’Alfonso

All’onorevole e all’ex sindaco, parte integrante della coalizione che ha nominato Albani, attuale responsabile della struttura per l’emergenza sanitaria, piace creare confusione per evitare i problemi che la giunta D’Alfonso non è riuscita a risolvere in cinque anni, a partire dalla rete sanitaria e dall’ottimizzazione dei servizi, passando per la mancata attuazione del piano assunzionale e le carenze infrastrutturali lasciate in eredità all’ospedale dell’Aquila e al territorio: lacune che la maggioranza di centrodestra sta colmando passo dopo passo. Nell’ospedale aquilano, infine, entro ottobre, dovrebbero terminare i lavori della nuova ala interna dedicata ai pazienti Covid, a fianco alla sala operatoria del reparto di Rianimazione che garantirà una discreta autonomia: il trasferimento nella struttura pescarese sarebbe una soluzione temporanea, non a tempo indeterminato, conclude Biondi.

Lo specifico utilizzo del covid hospital di Pescara, sollecitato nei giorni scorsi dal primo cittadino del capoluogo di Regione, ha generato la reazione negativa del responsabile per le emergenze, Alberto Albani, e l’intervento della parlamentare del Pd, Stefania Pezzopane, che oggi annuncia un’interrogazione al ministro della Salute, Roberto Speranza, e una nota al commissario Figliuolo e alla Corte dei conti.

Stefania Pezzopane

Faccio presente al ministro Speranza, ricorda la parlamentare, al generale Figliuolo ed alla Corte dei Conti che l’ospedale Covid a Pescara, inaugurato in pompa magna lo scorso anno è stato realizzato in meno di tre mesi con 11 milioni di euro e con fondi della Protezione civile appositamente richiesti ad Arcuri e a Borrelli per un ospedale Covid regionale, a cui sono stati aggiunti 2 milioni di fondi di una donazione alla Regione dalla Banca d’Italia. L’ospedale ha ampliato l’offerta della Asl di Pescara con 214 posti letto Covid di cui 40 di Terapia intensiva, deve servire specificamente per il Covid tutta la Regione ed accogliere i pazienti provenienti da altre Asl abruzzesi. È stato fatto apposta, sono stati spesi 11 milioni per questo. Abbiamo da subito posto interrogativi su questa operazione che è sempre sembrata posticcia e finalizzata ad altro, utilizzare i fondi Covid per potenziare l’offerta ospedaliera di Pescara e precostituire l’ospedale di 2° livello. Se così non è, allora l’ospedale Covid venga utilizzato per il suo scopo, oppure c’è stata una cinica e colpevole distorsione di fondi pubblici che non si può accettare da nessun punto di vista.

Marco Marsilio

Marsilio e la Giunta diano indicazioni chiare: l’ospedale Covid di Pescara sia immediatamente messo a disposizione delle Asl abruzzesi per i ricoveri Covid e per le terapie intensive. In particolare la Asl dell’Aquila ha sofferto un sovraccarico enorme e solo grazie a medici e personale eccezionalmente motivato ha retto per 18 mesi in condizioni estreme, ma ora basta prese in giro. C’è purtroppo un aumento di ricoveri e di nuovo necessitano le terapie intensive, nella speranza che non ci siano evoluzioni negative, ma la Regione chiarisca una volta per tutte ed apra le porte dell’ospedale Covid di Pescara, conclude la deputata.