11 Ott

Covid. Asl, immotivata ondata di panico

A seguito dell’aumento di alcuni casi di positività al Covid-19, verificatisi nell’ambito del territorio della Asl Avezzano/Sulmona/L’Aquila, più accentuati nel capoluogo, legati, peraltro, ad alcuni focolai, ben individuati, collegati ad attività ludiche palestre, feste di compleanno, assembramenti in locali di intrattenimento, si sta assistendo, prevalentemente all’Aquila ed in zone limitrofe, ad un’immotivata ondata di panico, che sta determinando, nella popolazione, una corsa alla ricerca dell’effettuazione del test molecolare, tampone naso-faringeo, senza preventiva consultazione dei sanitari di riferimento. Così in una nota la Asl aquilana che elenca alcune raccomandazioni.

Nel raccomandare alla popolazione che non è di alcuna utilità lasciarsi andare a forme di immotivata e, per certi versi isterica, preoccupazione, si rammentano alcune raccomandazioni che è opportuno seguire con attenzione e costanza:

1) In primis attenersi scrupolosamente alle più volte raccomandate norme di comportamento (distanziamento sociale, utilizzo delle mascherine protettive in ogni frangente sia all’aperto che in luoghi chiusi, lavaggio costante e frequente delle mani, evitare assembramenti e permanenza in luoghi affollati, comportamenti virtuosi anche in casa in presenza di persone fragili);

2) in caso di sintomatologia, anche lieve, ma che possa destare nel cittadino, un qualsivoglia sospetto di malattia legata al Covid-19, evitare assolutamente il fai da te; rivolgersi al proprio medico curante, che sarà il primo baluardo verso il diffondersi dell’infezione; sarà, infatti lui, ad effettuare la valutazione clinica e ad individuare il giusto percorso e diagnostico e terapeutico; assolutamente ingiustificata quindi la corsa al tampone senza preventiva valutazione medica, corsa al tampone che potrebbe, addirittura, dimostrarsi deleteria, se non effettuata con le dovute raccomandazioni e prescrizioni (possibilità di divenire vettori di malattia);

3) il medico curante, fatte le opportune valutazioni, prescriverà e comunicherà al Dipartimento di prevenzione ed al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, la necessità di effettuare una valutazione diagnostica mediante test molecolare con tampone naso-faringeo, permettendo, in tal modo, al Servizio di Igiene, struttura dedicata al tracciamento dei contatti, di inserire nel proprio data-base tutte le informazioni del caso segnalato, ulteriormente approfondite da un mirato colloquio telefonico;

4) in caso di positività a malattia da Covid-19, gli operatori del Dipartimento di Prevenzione, già allertati, potranno dedicarsi a rintracciare tutte le persone che, nell’arco temporale indicato dai decreti legislativi vigenti, hanno avuto un contatto stretto con il positivo, permettendo in tal modo, l’isolamento ed il corretto tracciamento del focolaio.

Non seguire le predette norme di comportamento ed affannarsi verso un deleterio ‘ci penso io’ potrà determinare un mancato completo controllo di possibili focolai locali, impedendo agli operatori del Servizio di Igiene, particolarmente esperti nel contact-tracing, di valutare le modalità di trasmissione di eventuali contagi.

I cittadini della nostra Provincia, persone che hanno saputo soffrire e risollevarsi dal terremoto, prosegue la nota,  non devono lasciarsi andare ad immotivate forme di psicosi sociale, devono affidarsi ai professionisti della salute della struttura pubblica e lasciarsi guidare da chi, nel corso di questi lunghi mesi, ha saputo controllare la diffusione del virus nel nostro territorio. Il Covid-19 finirà e sarà sconfitto con i comportamenti virtuosi e di attenzione sociale e con disciplina di vita, anche nel seguire le prescrizioni mediche, conclude.


Covid-19, più casi senza tracciabilità

Si è ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico in Italia con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticità significativi relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese, rileva il report del monitoraggio registrato dal 28 settembre al 4 ottobre.

Roberto Speranza

Continua a salire il numero di persone ricoverate e aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali.

È necessario evitare eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. È obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi, in particolare il distanziamento fisico e l’uso delle mascherine, al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia.

Continuano ad aumentare i nuovi casi segnalati in Italia per la decima settimana consecutiva con un’incidenza cumulativa, dati flusso ISS, negli ultimi 14 gg di 44,37 per 100.000 abitanti (periodo 21/9 – 4/10) (vs 34,2 per 100.000 abitanti nel periodo 14/9 – 27/9). Si osserva anche un aumento nel numero di casi sintomatici nello stesso periodo.

Sono 17 le Regioni che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. Scende la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (31,8% dei nuovi casi vs 35,8 la settimana precedente). Aumenta, invece, la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attività di screening (33,2% vs 28,2%). Il 29,1% dei nuovi casi è stato rilevato attraverso la comparsa di sintomi e nel 5,9% non è stato riporto l’accertamento diagnostico.

Nel periodo 17/30 settembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,06 (CI: 0,97 – 1.16). In Abruzzo si è registrato un Rt pari a 1.13 (CI: 0.69-1.79).

Sono stati riportati complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi, la definizione adottata di focolaio prevede l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati, entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva, nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi.

Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (104/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%). Continua a scendere la percentuale dei focolai rilevati nell’ambito di attività ricreative (4,1% vs 4,5% la settimana precedente). Questa settimana sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. Rimane tuttavia complessivamente una dinamica di trasmissione limitata pari al 2,5% di tutti i nuovi i focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione.

Continua ad aumentare il numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione. Sono 4.041 i casi in cui non si è potuto trovare un link epidemiologico, erano 3.026 la settimana precedente. 10 ottobre 2020.