24 Set 21

Covax, Paesi poveri ancora senza dosi

Inaccettabile, è la posizione dell’Onu e delle sue agenzie sull’andamento della campagna mondiale dei vaccini. In una dichiarazione congiunta, i responsabili dell’iniziativa multilaterale COVAX, ricordano che mentre l’80% dei cittadini delle nazioni ad alto e medio-alto reddito ha avuto una dose di vaccino Covid-19, tale cifra si attesta solo al 20% per coloro che vivono al di sotto di tali livelli.

COVAX Facility è la più grande operazione di acquisizione e fornitura di vaccini nella storia, spiega unric.org., è sostenuta dall’ONU e si prefigge di rendere disponibili due miliardi di dosi di vaccini anti Covid-19 ai Paesi partecipanti entro la fine del 2021, comprese almeno 1,3 miliardi di dosi per le economie a basso reddito. E’ una collaborazione globale innovativa, che comprende anche i Paesi più poveri del mondo, per accelerare la produzione e l’accesso equo a test diagnostici, terapie e vaccini contro il COVID-19.

Il quadro globale dell’accesso ai vaccini Covid-19 è inaccettabile, si legge nella dichiarazione, nei mesi critici durante i quali COVAX è stato creato, gran parte della prima offerta globale di vaccini era già stata acquistata dalle  nazioni ricche.
E ad oggi la capacità di COVAX di proteggere le persone più vulnerabili del mondo continua ad essere ostacolata dai divieti di esportazione, dalla precedenza accordata agli accordi bilaterali da parte di produttori e Paesi, dalle continue sfide nell’aumentare la produzione da parte di alcuni produttori chiave e dai ritardi per l’approvazione normativa.

Con un ampio sostegno, COVAX ha ottenuto finanziamenti, ha trattato direttamente con sviluppatori e produttori di vaccini in tutto il mondo e ha affrontato una serie di sfide operative, per organizzare il lancio del vaccino più complesso nella storia umana.
Sono stati raccolti oltre 10mld di dollari; impegni giuridicamente vincolanti per un massimo di 4,5 miliardi di dosi di vaccino; 240mln di dosi sono state consegnate a 139 Paesi in soli sei mesi,  affermano nella dichiarazione.
Ma secondo il suo ultimo report, COVAX prevede di avere accesso a circa 1,425 miliardi di dosi di vaccino nel 2021, nello scenario più probabile e in assenza di un’azione urgente da parte dei produttori e dei Paesi ad alta copertura per dare priorità a COVAX, affermano OMS, UNICEF, CEPI, GAVI e altri partner dell’iniziativa.
Di queste dosi, circa 1,2 miliardi saranno disponibili per le economie a basso reddito che partecipano al COVAX Advance Market Commitment, AMC, sufficiente per fornire protezione al 20% della popolazione o al 40% di tutti gli adulti, in tutte le 92 economie AMC, ad eccezione dell’India. Oltre 200mln di dosi saranno assegnate ai partecipanti che si autofinanziano. Il traguardo chiave di COVAX di 2mld di dosi rilasciate per la consegna dovrebbe ora essere raggiunto nel primo trimestre del 2022, precisa la dichiarazione.

Tedros Adhanom Ghebreyesus

COVAX e i suoi partner chiedono ai donatori e ai produttori di impegnarsi nuovamente a sostenere e prevenire ulteriori ritardi nell’accesso equo. C’è solo un modo per porre fine alla pandemia e prevenire l’emergere di varianti nuove e ostinate ed è lavorare insieme.
Il capo dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aveva chiesto una moratoria globale sulle dosi di richiamo, almeno fino alla fine di settembre, per dare priorità alla vaccinazione delle persone più a rischio in tutto il mondo che devono ancora ricevere la loro prima dose. Da allora è cambiato poco nella situazione globale, rileva, quindi oggi chiedo un’estensione della moratoria almeno fino alla fine dell’anno, per consentire a ogni Paese di vaccinare almeno il 40% della sua popolazione.