19 Set

Contagi in aumento e rialzo età media

E’ quanto emerge dal monitoraggio sulle Regioni dal 7 al 13 settembre 2020. Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la settima settimana consecutiva, rileva il Ministero della Salute. La maggior parte dei casi (81,9%) continua ad essere contratta sul territorio nazionale, con diminuzione dei casi importati da stato estero (10,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio). Nel 7,3% dei casi l’informazione non è indicata. È in diminuzione da due settimane la percentuale di casi importati da altra Regione.

Dopo l’estate si assiste ad un ulteriore cambiamento epidemiologico, si legge nel monitoraggio. Una maggior trasmissione in ambito domiciliare/familiare con circolazione del virus anche tra persone con età più avanzata. È infatti ancora in aumento l’età mediana dei casi diagnosticati (41 anni nella settimana di monitoraggio) ed il 35% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio ha un’età maggiore di 50 anni.

Le dinamiche di trasmissione si mantengono estremamente fluide: si continuano ad osservare focolai associati ad attività ricreative con un ulteriore aumento della trasmissione in ambito familiare/domestico, 73,6% di tutti i focolai attivi nella settimana di monitoraggio per cui è indicato il contesto di probabile esposizione.

Da giugno, si registra un leggero ma costante incremento dell’indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020. Bisogna tuttavia interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia, sottolinea il Ministero, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale.

In Abruzzo si è registrato un Rt pari a 0.86 (CI: 0.55-1.24), la media di 14 giorni.

Il virus oggi circola in tutto il Paese. Rispetto al periodo precedente, in quasi tutte le Regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata potrebbe riflettersi in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali, Dipartimenti di Prevenzione, per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati.

Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2.397 focolai attivi di cui 698 nuovi entrambi in aumento per la settima settimana consecutiva, nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2.280 focolai attivi di cui 691 nuovi.

In Italia si osserva dunque un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia da Covid, sebbene con un andamento più contenuto rispetto a quello osservato in altri Paesi europei.

Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell’infezione, bisognerà essere pronti all’attivazione di ulteriori interventi, in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento, conclude il report.