11 Giu

Bussi, respinti i ricorsi del Ministero

Il Consiglio di Stato conferma in toto la sentenza di primo grado sulla discarica di Bussi respingendo i ricorsi del Ministero dell’Ambiente. Il Consiglio di Stato ha quindi dato ragione alla Regione Abruzzo e al Comune di Bussi che hanno tutelato l’interesse pubblico, smentendo totalmente la linea imposta dall’ex ministro Costa e dal sottosegretario Morassut,  linea difesa in Abruzzo dall’opposizione. Una linea che ci ha fatto perdere due anni per poter procedere alla bonifica. Adesso basta ritardi, il Ministero firmi immediatamente il contratto e faccia partire i lavori di bonifica che non possono attendere più un solo giorno. Commenta in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, all’esito positivo del ricorso presentato in Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar di Pescara concernente l’annullamento d’ufficio dell’aggiudicazione dell’appalto integrato relativo agli interventi di bonifica nelle aree esterne Solvay.

 

Bussi, Consiglio di Stato boccia Edison

Il Consiglio di Stato ha bocciato nuovamente Edison che aveva provato a far tornare indietro lo stesso Consiglio di Stato sulla sentenza con cui aveva stabilito la correttezza dell’ordinanza con cui nel 2018 la provincia di Pescara aveva sancito che la multinazionale è la responsabile per la gravissima contaminazione delle discariche 2A e 2B, rileva in una nota Forum H2O.

Notevole, si legge nella nota stessa, il passaggio clou del provvedimento con cui i giudici ribadiscono la correttezza della loro precedente decisione, la sentenza impugnata ha semplicemente ritenuto che non sussistessero i presupposti per la sua applicazione al caso di specie, venendo in rilievo una responsabilità diretta di Edison nella produzione dell’inquinamento del sito.

Significativo che i giudici abbiano pure condannato Edison a pagare 20mila euro di spese di lite.

Forum H2O ricorda i toni accesi e fuori luogo con cui la multinazionale dopo la prima sentenza aveva dichiarato che non sarebbe stata acquiescente, annunciando appunto nuovi ricorsi.

A nostro avviso sarebbe meglio per la multinazionale impiegare lo stesso zelo dimostrato nelle liti per pagare le spese della bonifica. 20 marzo 2021.